GONNESA. Potranno riprendere i lavori e a breve le visite guidate, nel villaggio nuragico di Seruci: il pubblico ministero, Mario Marchetti, alcuni giorni, ha accolto la richiesta dell'avvocato, Patrizio Rovelli che cura gli interessi del Comune di Gonnesa. Il magistrato ha emesso il decreto di restituzione dell'area sottoposta a sequestro preventivo deciso dal gip Altieri il 19 settembre a seguito dell'intervento dei carabinieri di Gonnesa e del comando carabinieri Tutela patrimonio culturale di Sassari. Questi avevano, a seguito di una denuncia per furto di alcuni reperti archeologici, presentata dal comune e dagli archeologi, riscontrato presunte irregolarità nella catalogazione degli oggetti rinvenuti nel nuraghe centrale. A seguito dei quel provvedimento tutto il cantiere era stato sottoposto a sequestro ma nel contempo erano scattati anche avvisi di garanzia, a vario titolo, al responsabile del l'ufficio tecnico del comune di Gonnesa, Angelo Floris, degli archeologi Vincenzo Santoni e Ginetto Bacco. La revoca del pesante provvedimento è stata resa proponibile a seguito di un ulteriore sopralluogo dei carabinieri di Sassari, il 6 ottobre, che hanno accertato che i beni archeologici rinvenuti nel cantiere sono costantemente ed immediatamente catalogati e posti i sicurezza nei laboratori del porto di Cagliari e che l'indagato Ginetto Bacco non ha più alcun ruolo nella gestione del cantiere. A questo punto il pubblico ministero ha ritenuto di non dover sussistere la necessità di mantenere il sequestro dell'area archeologica in quanto sarebbero state rimosse le condizioni che hanno fatto scattare, a suo tempo, il provvedimento di sequestro. Soddisfazione nell'amministrazione comunale e soprattutto del sindaco Pietro Cocco che ha prontamente avviato le procedure per la riapertura del cantiere invitando l'impresa che sta effettuando alcuni lavori di richiamare al lavoro i dipendenti. «Siamo soddisfatti per questa decisione - ha commentato Pietro Cocco - perchè si rischiava di vedere il sito archeologico bloccato chissà per quanto tempo. Gli aspetti giudiziari non sono di nostra competenza e riguardano altre sfere e interessi. Per il paese l'apertura del villaggio nuragico di Seruci è un fatto di rilevante importanza dal punto di vista occupazionale, turistico, culturale e storico». Ora si dovranno attendere alcuni mesi ma l'amministrazione comunale ha già predisposto un percorso turistico tra mare e nuraghi coinvolgendo, sia ben chiaro, anche e soprattutto il nuraghe di Seruci, che non può mancare dall'elenco dei siti archeologici del territorio. Il suo sequestro avrebbe privato la comunità di un importante elemento di attrazione turistica e di un significativo gioiello architettonico e ambientale.