CAGLIARI.Lavori del consiglio a singhiozzo, ieri alla ripresa dei lavori. C'erano dieci consiglieri regionali che avevano chiesto un giorno di congedo, (alcuni non se l'erano sentita di sfidare il maltempo), e questo avrebbe fatto abbassare il quorum del numero legale. Ma nononostante tutto non è bastato: durante tutta la giornata, infatti, i lavori sono stati sospesi più volte proprio perché in aula non c'era il numero necessario di consiglieri per garantire il normale svolgimento dei lavori. Così, alla fine della serata, si è potuto registrare solo un piccolissimo passo in avanti, un solo articolo approvato in tutta la giornata, per quanto riguarda il testo che disciplina il governo del territorio regionale. Ieri è stato infatti approvato solo l'articolo 5 che garantisce la partecipazione dei cittadini e delle associazioni economiche alle fasi di pianificazione territoriale. Si tratta di una sorta di «concertazione» che comprende l'ampia pubblicità delle proposte e degli atti con la possibilità per gli interessati di presentare valutazioni e suggerimenti. Dopo di questo articolo, nulla più. Il «parlamento sardo» si è bloccato sulla norma successiva che consente ai Comuni e alle Province di stipulare accordi di copianificazione su aree omogenee o di pari valenza ambientale. Per queste intese il testo ammette l'applicazione del principio della compensazione dei diritti edificatori non goduti costituendo un fondo a carico della Regione ma al quale, in base ad un emendamento approvato su richiesta del Partito della Rifondazione comunista, potranno accedere le amministrazioni locali che cofinanzieranno almeno il trenta per cento degli investimenti programmati. Di fronte alla continua mancanza del numero legale, il presidente del consiglio, Giacomo Spissu, dopo diversi tentativi andati a vuoto è stato costretto a rinviare a oggi i lavori sull'esame del testo unificato. Una giornata di piatta calma, insomma, che però nasconde le tensioni ancora esistenti nella maggioranza sulla questione dell'Urbanistica. La scorsa settimana erano stati approvati solo quattro articoli e la ripresa dei lavori, ieri, non preannuncia ritmi più elevati. Complessivamente gli articoli sono cinquanta, ai quali sono stati presentati 282 emendamenti sia dalla giunta e dal Centrosinistra e dalle opposizioni di Centrodestra. Benché la situazione sia stata chiarita dopo la quasi- rissa tra alleati dei giorni scorsi, nella maggioranza restano le tensioni a causa dei contrasti su alcuni contenuti considerati fondamentali del provvedimento. Su tutti la definizione del maggior potere decisionale da attribuire alla giunta o al consiglio regionale. Ma non è tutto: a questi problemi si aggiungono, ovviamente, le questioni interne legate alle elezioni regionali del prossimo anno. Così anche ieri c'era chi riteneva possibile un'interruzione dei lavori per poter rinviare il provvedimento alla commissione. (Un'ipotesi osteggata dallo stesso presidente Spissu).