L'Archeoclub: "Promesse non mantenute" Il museo archeologico ha chiuso i battenti della struttura che lo ospitava in piazza Federico II. E nessun'altra sede alternativa è stata attrezzata, nonostante le promesse di una locazione a piano terra di Palazzo Pianetti. A contestare l'inerzia dell'amministrazione comunale sul tema-problema è l'Archeoclub cittadino. Con un concetto basilare: "Jesi non può perdere la memoria del suo passato". Così l'associazione scrive una lettera aperta al governo della città che pubblichiamo integralmente: "I soci della sede di Jesi di Archeoclub d'Italia sentono la necessità di esprimere il proprio punto di vista in merito alla attuale situazione del Museo Archeologico di Jesi e del territorio. La struttura museale, di fatto mai funzionale veramente e chiusa definitivamente oltre un anno fa, è nata, secondo il progetto scientifico della Soprintendenza Archeologica delle Marche, non solo come contenitore dei reperti archeologici della nostra città e del territorio, ma anche come luogo di eventi culturali e come laboratorio di restauro, con finalità anche didattiche, evidente è quindi la sua potenzialità culturale. Il museo, inoltre, è inserito in una struttura in cui esiste la "cisterna" romana, il più importante e visibile manufatto del I sec. d. C. e dove si trovano testimonianze della più antica frequentazione del nostro sito, risalenti al periodo del Bronzo Antico. Chiunque può dunque comprendere quanto sia grave non rendere fruibile una struttura di tal genere, per la quale inoltre l'Amministrazione comunale decise, a suo tempo, di investire consistenti risorse finanziarie. La chiusura del museo, secondo noi, non può essere imputata ai costi di gestione perchè, in presenza di una precisa volontà politica, si potrebbe ricorrere al volontariato, rivolgendosi al mondo delle associazioni o a cooperative gestite dai giovani. Siamo certi di essere portatori della voce comune dei nostri concittadini e per questo crediamo che un'Amministrazione attenta e sensibile ai valori culturali debba saperla ascoltare: Jesi non deve e non può perdere la memoria del suo passato". Fin qui la lettera aperta dell'Archeoclub. Da aggiungere che l'idea dell'esecutivo sia di far sloggiare i soci del circolo Combattenti e Reduci e attrezzare lì il nuovo mini museo archeologico.