Non sono stati giudicati idonei i lavori di ridimensionamento dei gazebo del «Gran caffè Cimmino» e del «Rodinò 28», così alle due strutture, che erano state temporaneamente dissequestrate per consentire lavori che le riportassero a norma, sono stati posti nuovamente i sigilli. L'operazione è stata condotta, ieri mattina, dagli uomini della sesta unità operativa della polizia municipale, coordinati dal tenente Gaetano Frattini. Il controllo era previsto per constatare le avvenute modifiche. Ai due gazebo sarebbero stati, comunque, posti ancora una volta i sigilli, in attesa che i pm Vincenzo Ranieri e Pasquale Ucci, ne disponessero il definitivo dissequestro che era previsto in tempi stretti, vista la disponibilità a soddisfare le richieste dalla Soprintendenza. Per rientrare nella piena disponibilità della struttura, il proprietario del «Gran Caffè Cimmino» avrebbe dovuto abbassare di circa quaranta centimetri la struttura; al «Rodinò 28», invece, era stata chiesta la rimozione dei vetri di protezione. Al momento della verifica, però, gli agenti della polizia municipale, di concerto con la soprintendenza, hanno constatato che i lavori realizzati non erano adeguati alle richieste, e hanno presentato una relazione negativa che verrà allegata alla documentazione da presentare ai pm. Si allungano, quindi, i tempi di dissequestro dei gazebo dei due locali. Buone notizie, invece, per altri due locali che sono stati sottoposti a controlli nei giorni scorsi e hanno visto sequestrati i gazebo: si tratta dell'«Amadeus» di piazza Amedeo e della «Gran Caffetteria Ferrieri» di piazza Santa Caterina. Ieri, alla presenza di Maurizio Tesorone, vicepresidente della I municipalità, tecnici della Soprintendenza hanno dato direttive per rientrare nelle norme e, poi, poter riaprire le strutture esterne. Al «Gran Caffè Ferrieri» è stato chiesto di ridurre lo spazio occupato da due tavolini che si trovavano in direzione dell'ingresso della chiesa (che, per legge, va lasciato sgombro); all'«Amadeus», invece, è stato imposto di liberare un albero che era «oppresso» dal gazebo. Fin da oggi i proprietari dei due locali potranno rivolgersi ai magistrati per chiedere un dissequestro temporaneo: in dieci giorni dovranno apportare le modifiche richieste per poi ottenere il placet definitivo.
CAMPANIA - di nuovo sigilli a due gazebo
I due gazebo del Gran Caffè Cimmino e del Rodinò 28, che erano stati temporaneamente dissequestrati per consentire lavori di ridimensionamento, sono stati nuovamente posti i sigilli. La polizia municipale ha constatato che i lavori realizzati non erano adeguati alle richieste della Soprintendenza e ha presentato una relazione negativa. I tempi di dissequestro dei gazebo sono stati quindi allungati. Al contrario, i due locali dell'Amadeus e della Gran Caffetteria Ferrieri, che erano stati sottoposti a controlli e avevano visto sequestrati i loro gazebo, potranno rientrare nelle norme e riaprire le strutture esterne.
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