Mario Torsello, Capo dell'Ufficio legislativo del Ministro per i beni culturali Gentile Dott. Miliani, leggo su l'Unità del 14 febbraio scorso un articolo dal titolo "Addio a Pompei autonoma. E nel mirino i Poli museali", In merito, vorrei introdurre nel dibattito alcuni elementi di chiarificazione. 1. Lo schema di regolamento d'organizzazione del Ministero, approvato dal Consiglio dei ministri del 13 febbraio scorso, non prevede la soppressione dei poli museali e della soprintendenza speciale di Pompei. E solo prevista l'abrogazione della norma istitutiva della Soprintendenza autonoma di Pompei, ma solo a decorrere dall'entrata in vigore di un apposito regolamento (condizione necessaria!) che riordinerà tutte le soprintendenze speciali, attualmente regolate da più norme contemporaneamente. Non si tratta dunque di soppressione delle soprintendenze autonome, ma solo del loro necessario riordino. 2. L'istituto dell'affidamento in concessione a enti o a privati dell'attività di scavo per finalità di ricerca archeologica non è una pericolosa innovazione del Codice Urbani, intesa a favorire la privatizzazione dei beni culturali, ma è tradizione antica e consolidata sia a livello normativo che a livello operativo. Infatti, risale alla prima legge organica di settore (L. 20 giugno 1909, n. 364, articolo 17) la norma secondo cui il Ministero poteva concedere "a enti ed a privati licenza di eseguire ricerche archeologiche"; norma poi ripresa dall'articolo 45 della legge Bottai ("Il Ministro... può fare concessione a enti o privati di eseguire ricerche archeologiche...") e quindi confluita, con grande evidenza, nel Testo unico n. 490 del 1999, che addirittura dedica ad essa l'intero articolo 86 rubricato "Concessione di ricerca". Una riflessione, tuttavia, s'impone. L'apertura a soggetti diversi dalle soprintendenze dell'attività di ricerca archeologica, che vanta una tradizione ormai secolare, risponde all'esigenza di stabilire il necessario raccordo tra attività scientifica, squisitamente accademica, e attività scientifica di taglio operativo. Per dirla in breve: principali beneficiarie delle concessioni di scavo sono, infatti, le Università, le quali, grazie agli scavi in concessione e alle sinergie che in tal modo creano con le soprintendenze, maturano il background professionale che rende le nostre missioni archeologiche cosi apprezzate quando operano all'estero. Gentile dott. Torsello grazie detta sua chiarificazione. Precisa solo che, nell'articolo, si diceva con chiarezza che la soppressione dei poli museali è un'eventualità prevista dal regolamento (a quanto ci risulta quanto mai probabile). Resterebbe da discutere sul perché abrogare la soprintendenza autonoma di Pompei, che ha dato buoni risultati, ma sarebbe un altro e più lungo discorso. ste. mi.
A proposito dei Poli museali (lettera)
Il Ministro per i beni culturali, Mario Torsello, ha risposto a un articolo dell'Unità del 14 febbraio scorso, in cui si parlava della soppressione dei poli museali e della soprintendenza speciale di Pompei. Torsello ha chiarito che il regolamento d'organizzazione del Ministero, approvato dal Consiglio dei ministri, non prevede la soppressione dei poli museali e della soprintendenza speciale di Pompei, ma solo la loro riorganizzazione. La soppressione è prevista solo se non si stabilisce un nuovo regolamento che riordini tutte le soprintendenze speciali.
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Bene culturale
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