Da Ischia e Procida a Capri passando per Cuma e il parco archeologico, per il Rione Terra e il parco sommerso di Baia, per Napoli e il Parco del Vesuvio, per il Miglio d'oro e gli scavi di Ercolano e Pompei, per la penisola sorrentina. È il percorso turistico denominato «La baia di Napoli» previsto nella programmazione 2007-2013 presentata ieri da Claudio Velardi. «La nostra scommessa - sostiene l'assessore - è restituire ai turisti questo inestimabile patrimonio dell'umanità costruendo una nuova forma di fruizione dei siti naturale e culturali attraverso l'accessibilità dal mare». E infatti tra le iniziative proposte c'è anche la «baycard» (o «boatcard») sul modello di artecard. Mare e turismo, dunque. E Bagnoli? L'assenza dal piano dell'area ex Italsider è stata evidenziata da Marcello Taglialatela. «Credo - dice il deputato del Pdl - che si tratta di una grave disattenzione perchè Bagnoli costituisce l'unica vera area della città di Napoli dove si possono compiere importanti interventi per valorizzare le risorse del turismo e dei beni culturali. Paradossalmente oggi ci troviamo in una situazione nella quale i gravissimi ritardi accumulati dalla sinistra in questi anni consentono ancora di avere un margine di intervento su Bagnoli. Il riferimento deve essere Barcellona». E Velardi? L'assessore ha raccolto, fino a condividerla, la critica di Taglialatela. «La programmazione su Bagnoli non dipende dal mio assessorato», premette. Poi affonda. «Su Bagnoli - dice - si confrontano tanti progetti diversi che impediscono una visione univoca del territorio. Così com'è non è nè carne nè pesce, non c'è un progetto definito. C'è un po' di tutto dentro. Anche il polo tecnologico ambientale, che non ci hanno ancora spiegato bene cos'è, non mi sembra coerente con una chiara identità turistica. Per me Bagnoli deve avere una sua identità prettamente turistica, mi sembra invece che ci siano in giro proposte diverse tra di loro. E poi per Bagnoli non basterebbero i circa 1,5 miliardi di euro che investiamo sulle cinque province». Un'altra assenza è stata sottolineata da Marcello Di Caterina. «È assurdo - dice il deputato del Pdl - non avere inserito nella bozza il centro storico di Napoli, patrimonio Unesco dal 1995 e attualmente in uno stato di degrado avvilente. Fatta esclusione per il museo della Musica, che sarà allestito a San Domenico Maggiore, il centro storico non viene mai menzionato». Pronta la replica di Velardi. «Quell'area - dice - è al centro di altri progetti di recupero finanziati con altre risorse». Infine, il litorale domizio. Perchè manca nella programmazione? L'assessore risponde: «Per il litorale occorre un progetto internazionale, in stile Sharm El Sheikh per capirci, sostenuto dal governo con un investimento straordinario». p.mai.