L'assenza per la prima volta da anni di co-produzioni impedisce all'azienda speciale di ammortizzare le spese di produzione. Perciò dovrà essere l'amministrazione comunale a far quadrare i conti LUCCA. Va a fondo il bilancio del teatro del Giglio. Il 2008 si chiuderà con un disavanzo di un milione di euro, oltre il doppio di quello dell'anno scorso, come aveva lasciato trapelare già alcune settimane fa in commissione cultura il sindaco Mauro Favilla. Un colpo per le finanze comunali, considerato che a ripianare il deficit dovrà essere proprio palazzo Orsetti, visto che il Giglio è ancora un'azienda speciale, a totale partecipazione pubblica. La fondazione - che avrebbe dovuto segnare l'ingresso della Provincia e di altri enti - è ancora in alto mare. E uscire da questa situazione difficile sarà un problema, anche inserendo in bilancio (in corsa) una serie di ammortamenti finora lasciati fuori. Del resto, i conti sono presto fatti. In generale il bilancio del Giglio non supera i 4,3 milioni di euro (con un contributo del Comune di 958mila euro, lo stesso di una decina di anni fa, e poco più della metà di quello di Pisa). Nel 2008, in concomitanza con le celebrazioni pucciniane, il bilancio è salito a 4,7 milioni di euro. Tuttavia i contributi straordinari (anche da parte del ministero dei Beni culturali) non sono serviti a coprire le spese di iper-produzione di lirica. Di solito il teatro produce un nuovo allestimento l'anno: nel 2008, invece, ne ha prodotti tre: La Bohème, La Rondine e ora la Manon Lescaut. A differenza del passato, però, queste opere non sono state co-prodotte con altri teatri, ma tutte le spese sono rimaste a carico del Giglio che non riesce ad ammortizzarle. Ogni allestimento, infatti, costa centinaia di migliaia di euro e produrlo per tre o quattro recite esclusivamente lucchesi affossa il bilancio. Con l'eccezione della Bohème nessuna delle opere prodotte quest'anno dal Giglio è stata ripresa (e pagata) da altri teatri. L'unica opera lucchese in giro per il mondo (a Dublino) è, al momento, la Butterfly del 2004 che ha girato moltissimi teatri. Non a caso il costo di produzione è stato già ammortizzato e ora i 25mila euro pagati da Dublino per affittare l'allestimento rappresentano per il Giglio un guadagno netto. Questo principio - della co-produzione - ha animato il periodo di direzione artistica di Aldo Tarabella: in 8 anni, infatti, il Giglio ha co-prodotto 9 opere riprese da 15 teatri con 111 repliche, tanto che ogni rappresentazione è costata circa 120mila euro. Cosa che non è avvenuta nel 2008, in assenza di co-produzioni: tanto che i nuovi allestimenti hanno mangiato il 64 del bilancio del teatro. Ilaria Bonuccelli