Lopera del maestro da Fabriano ricollocata ieri in San Niccolò Oltrarno Un museo nella sagrestia quattrocentesca, con i mobili antichi, la quadreria e - dopo 70 anni - la tavola del Polittico dellIntercessione di Gentile da Fabriano, che torna a casa. Festa grande ieri nella Chiesa di San Niccolò Oltrarno, per un recupero che restituisce al luogo di culto «un colpo docchio degno di un museo» commenta la soprintendente Cristina Acidini. Un nuovo allestimento, e prima ancora il restauro architettonico della sacrestia, per accogliere il Polittico nella chiesa dalla quale proviene, anche se non nella collocazione originaria. Una ventina di dipinti prima conservati nel deposito delle chiesa, sono tornati visibili insieme ad una lunetta affrescata da un pittore ignoto di metà ï400, ad unopera di Neri di Bicci «che pur essendo donata agli Uffizi, è stata data in deposito alla sacrestia di San Niccolò perché gli apparteneva» osserva Acidini, rilevando limportante recupero del patrimonio della chiesa dellOltrarno. Al centro, limportante tavola di 2,40x0,97 metri con al centro una Madonna con Bambino, di Gentile da Fabriano che - dopo il restauro dellOpificio delle Pietre Dure presentato nel 2006, le mostre a Palazzo Medici Riccardi e a Fabriano - torna nella sistemazione definitiva. Risorta dopo 70 anni, dopo il restauro ha cancellato i segni neri di un incendio scoppiato nelle chiesa nel 1897, e i tentatativi falliti di avviarne prima il recupero, rimandato per la guerra e poi per lalluvione. Emozionato il parroco di San Niccolò Giampiero Gamucci, che ieri ha festeggiato levento, con i soprintendenti ai Monumenti che hanno curato il recupero architettonico della sacrestia, Bruno Santi e Cristina Acidini, e tutti i parrocchiani. (m.a.)
FIRENZE - Il prezioso polittico di Gentile torna nella sua vecchia casa
Ieri, la tavola del Polittico dell'Intercessione di Gentile da Fabriano è stata ricollocata nella chiesa di San Niccolò Oltrarno a Firenze. La tavola, dopo 70 anni, è stata restaurata e ha cancellato i segni di un incendio scoppiato nel 1897. La chiesa ha anche recuperato altri dipinti e opere d'arte, tra cui una lunetta affrescata da un pittore ignoto di metà del 1400 e un'opera di Neri di Bicci. Il restauro architettonico della sacrestia è stato curato dai soprintendenti ai Monumenti Bruno Santi e Cristina Acidini. La chiesa ha festeggiato l'evento con una grande festa.
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