Braccio di ferro. Il sindaco: già pronto laffitto per gli eredi Linaugurazione "A Bari lo sanno tutti: cè solo una persona che non vuole la riapertura" -------------------------------------------------------------------------------- ROMA - Il ministro dei Beni culturali non ferma Michele Emiliano. Il sindaco va avanti per la propria strada. «Il Teatro Petruzzelli riaprirà il 6 dicembre», dice subito dopo il vertice al ministero dei Beni culturali. Il ministro Sandro Bondi, accompagnato dal capo di Gabinetto, Salvo Nastasi, invita Emiliano a prendere in considerazione, così è scritto nella nota diffusa a fine riunione, «lipotesi di rinviare linaugurazione prevista per il prossimo 6 dicembre». Bondi giustifica la propria richiesta con la necessità di consentire al tavolo tecnico, istituito su richiesta dei proprietari del Teatro, «di svolgere e terminare serenamente i propri lavori in tempi brevissimi e conclusivi, compreso lobiettivo di presentare un apposito disegno di legge che sani in via definitiva la situazione». Emiliano ringrazia e si riserva di decidere. Gli basta però percorrere i cinquecento metri che separano il palazzo del ministero dalla sede romana della Regione Puglia per convincersi, insieme con il proprio capo di Gabinetto, Vito Leccese, che indietro non si può tornare. «Ringrazio il ministro per laccoglienza e la cordialità che mi ha riservato e per il tratto umano che ha dimostrato nei miei confronti, ma non posso accettare il suo invito», annuncia ai giornalisti. Il sindaco racconta che, oltre alla necessità di risolvere le questioni tecnico-giuridiche sollevate dai Messeni Nemagna, a spingere il ministro dei Beni culturali a fargli quella richiesta è stato «il clima politico che circonda questa vicenda». Tuttavia, spiega, «sono convinto che a Roma sia stata rappresentata una situazione non veritiera perché a Bari soltanto una persona non vuole la riapertura del Teatro Petruzzelli». Emiliano evita accuratamente di pronunciarne il nome, ma la chiama continuamente in ballo facendola diventare una sorta di convitato di pietra. Alla fine, però, si lascia andare e il riferimento al suo prossimo avversario in campagna elettorale, lonorevole Simeone Di Cagno Abbrescia, diventa esplicito: «Il protocollo dintesa del 2002 parla chiaro: è la fondazione lirico-sinfonica che deve gestire il Teatro Petruzzelli: lha capito anche lavvocato Amenduni, che guarda caso si è scontrato con lunica persona che non vuole riaprire il 6 dicembre e arriva a disconoscere un accordo che lui stesso ha firmato». Emiliano è convinto che non ci siano più ostacoli. Laccordo con la famiglia si deve fare, ma se nel frattempo si lasciasse chiuso il Teatro «si consegnerebbe ai Messeni Nemagna il coltello dalla parte del manico». Per questo dà mandato al sovrintendente Giandomenico Vaccari, che gli siede accanto, di mettere da subito a disposizione dei proprietari i 516mila euro del canone annuo daffitto e di firmare i contratti con Placido Domingo e con lorchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta da Zubin Mehta. Il primo concerto, quello del grande tenore accompagnato dallorchestra della Provincia di Bari, si terrà alla mezzanotte del 5 dicembre. Quello con lorchestra fiorentina, la sera successiva. Il sindaco già pregusta lo spettacolo: «Sarò in platea accanto agli operai che hanno lavorato giorno e notte per ricostruire il Teatro». Emiliano è raggiante al punto da affermare che «se Berlusconi sapesse che cosa significa questa battaglia, la farebbe sua e sarebbe certamente con noi la sera del 6 dicembre e con lui ci sarebbe anche il ministro Bondi». Certo, non tutte le nubi si sono dissolte. Unincognita rimane e riguarda la fine dei lavori entro il 30 novembre. Il sindaco ammette di essere preoccupato. «A questo punto - dice - la sfida di coloro che non vogliono la riapertura si scarica sul commissario straordinario Angelo Balducci. E sicuramente sotto pressione, ma sono certo che farà comunque il proprio dovere». Anche il rischio che entro il 6 dicembre non ci siano i certificati di collaudo dei vigili del fuoco è concreto, ma Emiliano ribadisce di essere pronto a firmare personalmente lagibilità provvisoria, come fa già per il Piccinni. «Ho fatto questa proposta - spiega - perché il comandante dei vigili del fuoco, che mi dicono sta per essere trasferito, viene guardato con sospetto per una ragione assolutamente accidentale: la moglie è stata candidata con Forza Italia. Posso però affermare che lingegner Micunco si sta comportando in modo esemplare». Avanti tutta verso il 6 dicembre, allora. Emiliano non ha dubbi: «Lo vogliono i baresi, ma anche tutta la gente del Sud: rispettare le scadenze è una questione di onore, oltre indice di serietà e affidabilità». Ma Bondi insiste per il no. «Le ragioni tecniche, che tutti conoscono dice il ministro - riguardano innanzitutto lassenza di un collaudo definitivo, e la mancanza finora di un certificato di prevenzione incendi e del parere di agibilità della Commissione di vigilanza sul pubblico spettacolo, particolarmente importanti considerato che si tratta di un teatro che ha subito nel passato un gravissimo incendio. A questo si aggiungono ragioni giuridiche. Pertanto, con lo stesso spirito di responsabilità e di collaborazione che si è manifestato nel corso del nostro incontro, invito il Sindaco a sospendere la macchina organizzativa di ogni evento allinterno del teatro, fino alla prossima, e sono certo ravvicinata, comunicazione della possibile data di riapertura».