La galleria degli Uffizi, il più antico museo dell'Europa moderna, in più di quattro secoli di esistenza ha conosciuto trasformazioni profonde. Ma mai come quella che comincia tra la fine di questa settimana e i primi giorni di marzo. La vita del museo ha sempre avuto come fulcro il secondo piano dell'edificio progettato dal Vasari. Dal 1581, da quando Francesco I e l'architetto Buontalenti ordinarono nel corridoio est sculture e ritratti, ogni modifica, ristrutturazione è avvenuta all'interno di questa zona, nel tempo divisa in quarantacinque sale che ospitano capolavori assoluti di Giotto, Botticelli, Piero della Francesca, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio... Ma ora la storia della galleria sta per cambiare radicalmente. Stanno per essere definitivamente aperte al pubblico le sale che si trovano al primo piano, dove fino a quindici anni fa era ospitato l'archivio di Stato. Gli Uffizi diventano più grandi. E muta l'allestimento museale. E' un evento davvero storico tanto che domani arriverà nel capoluogo toscano il ministro Urbani. Dice Antonio Paolucci, soprintendente del polo museale fiorentino che il progetto, l'idea di quelli che oggi vengono definiti i Grandi Uffizi, risale a più di mezzo secolo fa, quando Carlo Ludovico Ragghianti era sottosegretario di Stato dei primi governi formati dopo la Liberazione: «Fu lui, in un'Italia carica di fermenti, a proporre di liberare i locali occupati dall'archivio di Stato per ampliare gli Uffizi. Il primo seme fu gettato allora». E' passato più di mezzo secolo. Perché? E cosa accade oggi? «C'è voluto tempo e ci sono state varie tappe. Prima è stato costruito un nuovo edificio per ospitare l'archivio di Stato. E soltanto alla fine degli anni Ottanta è stato liberato il primo piano dell'antico palazzo delle magistrature granducali, E' un percorso segnato anche dal grave attentato mafioso avvenuto nel maggio del 1993. E arriviamo all'oggi. Entro il 10 marzo sarà aperto il primo segmento dei Nuovi Uffizi, una stecca di cinque stanze recuperate con il finanziamento pubblico e che ora trovano un primo allestimento. Ospitano i dipinti di Caravaggio e dei caravaggeschi». Quali? «I dipinti del Caravaggio sono quelli che erano esposti al secondo piano: dal Bacco alla Medusa, al Sacrificio di Isacco, dove come disse Giovan Pietro Bellori, per il figliuolo che grida e cade posò lo stesso modello della Medusa. Sono integrati dai caravaggisti provenienti dai magazzini e dal Corridoio Vasariano: Bartolomeo Manfredi, il Sant'Andrea Corsini di Guido Reni, Valetin de Boulogne». E il secondo piano, che da sempre è sede della galleria? «Resta il cuore del museo, le opere avranno maggiori spazi, saranno più facilmente leggibili. Il visitatore però non uscirà sotto il loggiato degli Uffizi. Dopo aver attraversato le nuove sale arriverà in piazza Castellani. Sono questi due punti fermi che tutti i progetti hanno considerato irrinunciabili: ingresso dal piazzale degli Uffizi con la più bella architettura manierista d'Europa, uscita da piazza Castellani». Insomma è il definitivo progetto dei Grandi Uffizi. «Ormai è stato messo a punto, nei costi e nei dettagli per volontà del ministro Urbani. Il completamento dell'intervento, in pratica il raddoppiamento della galleria, dovrebbe avvenire entro il 2007. Queste cinque sale dunque sono solo un piccolo anticipo. Gli Uffizi saranno ampliati. Sale come la Tribuna o la sala dei primitivi di Scarpa e Michelucci però non saranno toccate. E' invece prevista una revisione della sala di Botticelli, sarà esposta al primo piano la raccolta degli autoritratti. Nel tempo il Corridoio Vasariano sarà liberato dalle opere e tornerà ad essere quello che era alle origini: una via di collegamento con Palazzo Pitti. Questo e l'obiettivo più importante». Perché? «Diventerà un'uscita privilegiata dagli Uffizi per coniugare la galleria con Palazzo Pitti. Gli Uffizi sommati a Pitti, alla Palatina, a Boboli, formeranno un museo più grande del Louvre. Attraverserà l'intera città con questa via aerea. Gli Uffizi sono una collezione di capolavori ma anche una collezione di paesaggi e questo lo si può capire soltanto attraversando il corridoio. Lo spettacolo non è solo quello di Giotto o Raffaello ma anche Firenze vista dall'alto. E' la città stessa che è un capolavoro, un oggetto d'arte». I turisti usciranno in piazza Castellani ma la pensilina progettata da Arata Isozakì quando sarà costruita? «In questo momento sono in corso degli scavi archeologici di cui attendiamo ancora i risultati. Poi vedremo cosa fare. Ritengo, personalmente, che bisognerà attuare il progetto dell'architetto giapponese». Tutto questo sforzo non rischia di essere vanificato? I regolamenti ministeriali non danno più certezza sull'autonomia dei poli museali. «Siamo in un momento contraddittorio. Io sto facendo partire i poli museali. E' già stata affidata la tesoreria e da marzo potrò disporre degli incassi dei musei fiorentini, una ventina di milioni di euro l'anno. Mi auguro di riuscire a dimostrare che è una macchina funzionante».
Intervista con il soprintendente Antonio Paolucci. Le nuove sale dei Grandi Uffizi
La galleria degli Uffizi, il più antico museo dell'Europa moderna, sta per subire una trasformazione profonda. Le sale al primo piano, che fino a quindici anni fa erano ospitato dall'archivio di Stato, saranno finalmente aperte al pubblico. Questo evento segnerà il raddoppio della galleria e muterà l'allestimento museale. Il progetto, iniziato più di mezzo secolo fa, è stato realizzato con il finanziamento pubblico e con la collaborazione di vari artisti e architetti. Le nuove sale ospiteranno opere di Caravaggio e dei caravaggisti, mentre il secondo piano resterà il cuore del museo con opere più facilmente leggibili.
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