Il presidente Bandecchi: riunione proficua, verso un'opera di risanamento Approvato lo statuto ed eletto l'organo direttivo. I nomi CALCI. Una associazione di volontari che hanno a cuore le sorti della Verruca e che vogliono salvare a tutti i costi dalla rovina l'antico fortilizio. Una realtà che dopo tanti sforzi si è concretizzata a Calci ed a Vicopisano (i due comuni che si condividono il territorio sui cui sorge la rocca), grazie soprattutto all'impulso dato da Giuliano Bandecchi che ha predisposto il progetto, di cui abbiamo pèarlato anche nei mesi scorsi, ma che ora si è resa ancora più operativa. Si chiama "Associazione per la rocca della Verruca" ed ha la sede operativa Bientina in via Roma. Il suo scopo, ovviamente, è il recupero dell'antico fortilizio e per questo è costituita in prevalenza da professionisti qualificati specializzati nelle ristrutturazioni di castelli e fortificazioni. Nella prima riunione, oltre all'approvazione dello statuto, si è provveduto all'elezione degli organi direttivi. Presidente è stato eletto Giuliano Bandecchi, promotore da sempre del progetto di recupero. Vicepresidente il professor Massimo Dringoli, ordinario presso la facoltà di ingegneria; segretario l'architetto Luigi Giani, esperto in recupero di chiese e strutture antiche; responsabile tecnico il professor Domenico Taddei dell'Università di Pisa e presidente del consiglio scientifico dell'istituto italiano castelli. Fanno parte del consiglio direttivo anche il professor Dini, il dottor Mannucci ed il dottor Locci. «Finalmente qualcosa si muove - spiega Bandecchi - sia a livello di istituzioni che per quanto riguarda la nostra mobilitazione. Una associazione che crede nel restauro della Verruca si è alla fine costituita. Una associazione aperta a volontari che condividono il progetto di recupero e che possa essere soggetto giuridico sia per gestire i lavori immediati e poi la manutenzione. Un'area che comprende anche l'abbazia di San Michele e che può diventare attrazione turistica e non solo con visite guidate e percorsi verdi. Nostro obbiettivo quindi - dice ancora Bandecchi - è quello di dialogare con le istituzioni soprattutto per il necessario restauro conservativo». Dopo il primo incontro tra il presidente Bandecchi e il capogabinetto dell'amministrazione provinciale Alessandro Caprai, l'associazione è stata ricevuta nei giorni scorsi dalla Sovrintendenza pisana per mettere a punto il programma di recupero. «Un incontro importante - ha spiegato ancora il presidente - e soprattutto costruttivo visto che la Sovrintendenza ha ribadito il suo interessamento ad intervenire alla Verruca. A questo interessamento si aggiunge quello del Fai (il Fondo per l'ambiente) che ha fatto sentire la sua voce sia alle amministrazioni locali che in Regione». Adesso quindi sarà l'associazione in prima persona a pensare a reperire i fondi per gli interventi immediati visto che la proprietà continua a dire di non essere in grado di garantire l'intervento. «Anche la Regione si è interessata - conclude Bandecchi - prospettando l'ipotesi di reperire finanziamenti del Cipe. Stiamo lavorando anche per coinvolgere una fondazione bancaria». La Verruca, nonostante il suo totale abbandono, continua ad essere una meta molto apprezzata soprattutto da chi ama fare trekking in un'area naturalistica e ricca di storia. Purtroppo la vegetazione spontanea ha ormai completamente invaso i resti della rocca rendendoli ormai invisibili. I lavori urgenti riguarderebbero quindi le strutture ancora in piedi seppur pericolanti. Nel progetto è prevista la messa in sicurezza delle parti murarie, la ripulitura dalla terra delle bocche da fuoco per permettere la visita.