La Nonna di Umberto Boccioni, la Maternità di Turcato, il Ritratto del Signor Cesati di Brescia di De Maria, le Donne al telaio di Depero, la Natura morta con pesci di De Pisis, l'Astrolabio di Casorati, la Natura morta di Carena, la Figura nello spazio di Guidi. E poi naturalmente le opere dei protagonisti del Fronte Nuovo delle Arti come Santomaso, Pizzicato, Vedova e quelle dello Spazialismo a Venezia come Guidi, De Luigi, Bacci e Tancredi. Oltre a quasi quattrocento esemplari di stoffe e vesti antiche, d'Occidente e d'Oriente, come i broccatelli fiorentini disegnati da Pollaiolo o Botticelli, oppure i mitici "ke'si, o le policrome volumetrie di Jean Revel. Chi pensa, però, che questo sia l'elenco di alcune opere esposte in uno dei nostri prestigiosi musei si sbaglia di grosso. Sono niente meno che un assaggio della raccolta della Fondazione di Venezia. In passato era la storica Cassa di Risparmio di Venezia a ricopriva il ruolo di operatore culturale e sociale, oltre che quello di istituto di credito. Nata dallo scorporo di queste due funzioni, la Fondazione, con la sua tradizione plurisecolare, continua a svolgere e promuovere attività volte a fini di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. In tal senso, ha così da sempre investito con ragionata convinzione nell'arte, nella ricerca. Come i 10 milioni di euro erogati al teatro La Fenice, dapprima per la ricostruzione e successivamente per il funzionamento della struttura. Oppure, nei settori dell'istruzione, della ricerca e dei beni e delle attività culturali, a cui destina ogni anno oltre il 35 delle proprie risorse. O i 5,7 milioni di euro destinati all'Arte e ai Beni Culturali, dei quali ben 3 milioni di Euro hanno finanziato progetti collegati ali' ambito teatrale e a quello delle arti figurative. E in questo ruolo di benefattore della cultura assunto dalla Fondazione non potevano mancare i workshop teatrali finalizzati alla formazione "on stage" e allo scambio di esperienze fra le più diverse tradizioni teatrali, europee ed extra-europee. Si tratta appunto di progetti diretti, proprio, a valorizzare il talento artistico dei più giovani. La Fondazione intende, così, promuovere l'inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro attraverso la realizzazione di tirocini e stage. Ma c'è di più. La Fondazione, di fatti, è impegnata in prima linea a seguire un progetto di l'integrazione socio-culturale. E' Nuova Società, il programma indirizzato prevalentemente a cittadini extracomunitari il cui obiettivo è quello di promuovere attività didattiche per la formazione della figura professionale del mediatore linguistico-culturale in ambito scolastico, oltre che la realizzazione di corsi di italiano per stranieri. Sempre in linea con lo sviluppo in campo sciale, non poteva mancare all'appello la ricerca scientifica con un sostegno diretto allo sviluppo e al trasferimento di tecnologie, oltre che allo studio dei fattori che condizionano il grado di competitivita del sistema produttivo. Queste in sintesi alcune delle iniziative promosse dalla Fondazione per offrire un concreto e prezioso contributo in ambito socio-economico e culturale.