Che fine fanno gli scavi ed i reperti archeologici rinvenuti nei cantieri per la costruzione della Linea nno del Metrò di Napoli? La fretta di non perdere i fondi europei sacrificherà i giacimenti culturali presenti nel sottosuolo parteno-peo? 11 commissario straordinario è stato nominato solo per rimuovere gli ostacoli amministrativi che si frappongono nelle soprintendenze? I video e le foto della ruspa che continua a coprire con il terreno e detriti gli scavi archeologici nel cantiere del Metrò di piazza Municipio hanno alimentato proteste e indignazione di associazioni, esponenti istituzionali ed esperti. Le immagini del presunto scempio stanno facendo il giro del mondo. Alcuni cittadini hanno provveduto a diffonderle su Internet e sono state pubblicate in primo piano dall'agenzia multimediale indipendente "You Reporter". I Comitati e associazioni civiche hanno deciso di rivolgersi all'Unesco. Chiedono l'invio di ispettori. 11 consigliere comunale di Alleanza Nazionale Andrea Santoro ha chiesto chiarimenti al sindaco Rosa Russo lervolino ed ha chiesto ai parlamentari campani del Pdl di presentare un'interrogazione al ministro dei Beni Culturali. "Per il momento sotterriamo, poi si vedrà" - ha sostenuto Gianfranco Pomicino dirigente del Servizio Infrastrutture del Comune di Napoli. Le soprintendenze tacciono. Il cellulare di Daniela Giampaolo, direttore della Soprintendenza Archeologica da giorni è spento. Aumentano sconcerto e perplessità su come si è agito in altri cantieri della Linea uno: piazza Nicola Amore e zona Duomo dove sono emersi edificio pubblici di età augustea, una fontana in marmo medioevale, che risale al XIII secolo, necropoli con un'anfore, capitelli ed altre opere di indubbio valore. Scoperte che avrebbero rallentato i lavori. Anche in questi cantieri si è proceduto a sotterrare gli scavi? "E' possibile, ecco perché abbiamo chiesto un'ispezione dell'Unesco" - dicono gli esponenti dell'associazione II Mosaico. Ma dove finisce questa mole di reperti ? La maggior parte vengono custoditi e restaurati in un edificio, di circa mille metri quadrati situato nel Deposito officina di Secondigliano, invece una piccola parte dei reperti, ali'incirca 100 pezzi dei 3 milioni e 300 mila rinvenuti sin ad oggi, è esposta al Museo Archeologico. Cosa ha rallentato così tanto i lavori ? "Soprattutto è l'aspetto archeologico che risulta il più delicato. Sin dal principio a collaborare alla realizzazione del progetto è intervenuta la Soprintendenza per Beni Archeologici e Architettonici di Napoli al fine d'individuare e documentare con sondaggi preliminari o veri e propri scavi le eventuali preesistenze archeo-logiche nelle aree interessate dai lavori. Il crocevia delle scoperte si concretizza a Piazza Municipio - dice Tatiana Taddei del Mosaico - Non è un caso la presenza di molte cooperative di archeologi". Già dalla fine del 2003 la scoperta di un'antica insenatura aveva permesso agli archeologi di ricostruire l'antica linea portuale di Neapolis. Conferma riscontrata pochi mesi dopo con il ritrovamento di tre imbarcazioni romane risalenti al II secolo d.C, di cui la più grande delle tre, lunga circa 10 metri e rinvenuta capovolta, presentava notevoli corrispondenze con la barca trovata a Ercolano nel 1982. Gli scavi hanno riportato alla luce la cittadella aragonese, costituita da una serie di fabbricati edificati nei pressi del Maschio Angioino.
NAPOLI - Metrò 'archeologico', a rischio altri cantieri
Il Metrò di Napoli sta costruendo la Linea nno. Gli scavi archeologici sono stati rinvenuti nei cantieri, ma la fretta di non perdere i fondi europei sta facendo sacrificare i giacimenti culturali. I commissari straordinari sono stati nominati per rimuovere gli ostacoli amministrativi, ma le proteste e le indignazioni sono aumentate. Le associazioni e gli esperti hanno chiesto l'invio di ispettori dell'Unesco per controllare le operazioni. Alcuni cantieri, come piazza Nicola Amore e zona Duomo, hanno emerso edifici pubblici di età augustea, una fontana in marmo medioevale e necropoli con reperti archeologici.
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