Gli affreschi di Leonardo da Vinci, sulle pareti della Sala delle Asse al Castello Sforzesco, saranno riportati alla luce nel giro di tre anni, a partire dal 2009. Lo prevede il progetto di restauro presentato ieri dal sindaco Letizia Moratti, il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, e l'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory. L'A2A interverrà con un finanziamento di un milione e mezzo. Il restauro sarà indirizzato su due fronti: la tutela e l'indagine, come ha specificato Maria Rita Fiorio del Comitato scientifico. La prima avrà lo scopo di preservare i residui della pittura a mono-cromo, dalla corrosione dei sali disciolti nell'aria, perché se non si dovesse intervenire, l'affresco sarebbe destinato a scomparire. La Direzione delle Raccolte d'Arte espresse a suo tempo preoccupazione per un epilogo del genere e l'allarme fu accolto, già nel 2000, da Italia Nostra, che mise a disposizione un finanziamento per attuare una parziale campionatura. Obiettivo: elaborare un progetto di restauro. Fu il primo passo. L'affresco a monocromo è sicuramente di Leonardo, i critici sono unanimemente d'accordo. Dubbi esistono per il soffitto e siamo all'indagine, che sarà di tipo filologico, così da stabilire se anche quella parte è stata realizzata dalla medesima mano. Ludovico il Moro commissionò al Maestro la decorazione della stanza nella primavera del 1498, ma non si sa se l'impegno fu portato a termine, perché Leonardo era artista molto indaffarato. Esiste quindi un dubbio: il grande pergolato, che parte da sedici alberi dipinti lungo le pareti e si sviluppa in un intreccio di rami fioriti fino a coprire la volta, è stato realizzato dal da Vinci o da altri? Il restauro risponderà al que-sito. «Questo è un progetto di valenza internazionale ha detto il sindaco un'occasione importante per la nostra città, perché vede uniti pubblico e privato in una sinergia virtuosa per sviluppare progetti per Milano» Letizia Moratti ha ricordato il 2015, data dell'Expo, e le iniziative con al centro la figura di Leonardo che culmineranno con un grande evento. «Leonardo è un simbolo di Milano», perché il Genio avrà pure sviluppato la sua parte artistica a Firenze, ma già allora aveva un modo di lavorare tutto milanese: organizzato e interdisciplinare. Anche Finazzer Flory ha parlato di occasione «per pensare Leonardo attraverso Leonardo, in cui Leonardo da Vinci diventa Leonardo di Milano» Il ministro Bondi ha sottolineato che il restauro: «Si iscrive in un rapporto di collaborazione del ministero col Comune che riguarderà tante altre iniziative, da quelle legate al museo e alla pinacoteca di Brera, allo sviluppo della Triennale e alla realizzazione della Biblioteca europea». Bondi ha aggiunto che la soluzione, per la nascita della Grande Brera, non è lontana. È il progetto di valorizzazione e ampliamento della pinacoteca, che il prossimo anno compirà 200 anni. «Sono stati avviati contatti col ministero della Difesa», lo scopo è il trasferimento dell'Accademia nell'ex caserma-distretto militare di via Mascheroni. A spostamento compiuto, ci saranno più spazi espositivi. Nessun accordo però è stato ancora firmato. Bondi vede per la Grande Brera un futuro da modello per tutti i 4200 musei italiani, che dovranno essere diretti da un manager dopo l'istituzione, al ministero, di una direzione generale. I musei e i siti archeologici saranno valorizzati anche attraverso la collaborazione di fondazioni bancarie e privati, perché dovranno diventare: «L'asse portante dello sviluppo economico del Paese».