«Vendonsi miniappartamenti sul mare full optional con box e affresco futurista incluso». L'annuncio dovrebbe comparire a breve. Sempre che in fase di restauro della Colonia Fara di Chiavari, simbolo del ventennio fascista e solida testimonianze di cemento armato dello spirito trasgressivo e ribelle dell' epoca, non si decida con una mano di pennello di cancellare i 91 affreschi futuristi che adornano gli interni dell'edificio. L'allarme è stato lanciato da Vincenzo Gubitosi del circolo culturale «Proposte visive» di Rapallo che ha scritto al ministro dei Beni culturali. Sandro Bondi, per chiedere una commissione d'inchiesta «per arrestare lo scempio in atto e salvare un patrimonio culturale di grande valore e di notevole richiamo turistico». Un altolà che arriva a pochi mesi dalla vendita della colonia a una società immobiliare per realizzare miniappartamenti. «Una vera e propria speculazione edilizia ai danni di un gioiello dell'ingegno italiano che ha fatto scuola nel mondo», accusa Gubitosi. Realizzata nel 1936 dall'ingegnere Camillo Nardi Greco, la colonia è formata da una torre di 9 piani alta 43 metri e appoggiata a due ali laterali (sedi della mensa e dei locali comuni) a imitazione della fusoliera di un aereo secondo lo spirito futurista di Tommaso Marinetti. Lo stesso Marinetti crea sulla facciata dell'edificio due dei 91 affreschi futuristi custoditi nella colonia inaugurata nel 1938 alla presenza del duce Benito Mussolini. Capace di ospitare 400 giovani Ballila, l'edificio testimonia alcune delle vicende più cruente della guerra e del dopoguerra. Convertita nel 1940 in ospedale militare, la colonia viene occupata dalle forze annate tedesche prima, e dell'esercito americano poi. Il destino della colonia non sfugge neanche alla tragedia dei balcani e nel 1947 si trasforma in ricovero dei profughi istriani (e dalmati) costretti adabbandonare le loro terre quando l'Istria passa sotto la Jugoslavia. Per un breve periodo diviene albergo internazionale della gioventù ma, negli anni sessanta la colonia viene abbandonata. Nel 1980 lo stabile viene ceduto dalla Regione al Comune di Chiavari che lo utilizza come scuola elementare prima della chiusura definitiva. Nel 2008 la vendita ai privati per 17 milioni di euro nonostante un ricorso al Tar di Legambiente e nonostante il fatto che l'edificio (oramai in stato fatiscente) appartenga ai beni culturali pubblici. "Una scelta che va contro il principio di pubblica fruibilità delle opere d'arte stabilito dalla legge 1089 del 1939 e successive modificazioni», insiste Gubitosi che nella lettera al ministro cita altri «scempi culturali» nel Tigullio. Dalla Casa del Fascio di Rapallo (sede del commissariato) che, realizzata nel 1938 dall' architetto Luigi Vietti, è stata sfigurata all'interno in seguito ai lavori di ristrutturazione edilizia «approvati in conferenza dei servizi presso la quale la Sovrintendenza non si è neanche presentata». Il castello del drammaturgo Sem Benelli di Zoagli è stato da poco trasformato in appartamenti. Mentre da tempo girano voci di una conversione edilizia della vecchia Chiesa anglicana di Saint George a Rapallo. Che si tratti di un attacco coordinato ai monumenti nazionali del Tigullio? Non ha dubbi Sebastiano Quaglia, ex proprietario della Chiesa (conosciuta anche come Atelier Quaglia) che nel 2008 si è laureato in giurisprudenza con una tesi sul diritto dell'arte. Non ha dubbi neanche Gubitosi che già nel 2007 aveva scritto a Francesco Rutelli (allora Ministro dei Beni culturali) chiedendogli «di accertare se in merito alla tutela dei monumenti nazionali del Tigullio gli uffici preposti alla loro salvaguardia avevano operato con diligenza». Ma non ci fu risposta.