Non esiste soltanto l'Italia di Priolo, provincia di Siracusa, dove una grande azienda chimica buttava il mercurio nei tombini. Non esiste soltanto l'Italia che erode i confini del parco nazionale di Portofino e di quello regionale del Ticino. E non è detto che l'Italia sia soltanto una Spa dove il patrimonio culturale e artistico è in vendita, come profetizza il professor Salvatore Settis (che ora però, cooptato dal ministro Urbani nel comitato dei saggi preposto alla tutela, sembra meno pessimista). Accanto all'Italia che inquina e distrugge, l'Italia delle città dall'aria velenosa e dalle acque sporche, esiste un'Italia che pensa in termini di equilibrio e di crescita civile. E in questo senso addirittura progetta. «Progetto Italia», presentato ieri a Milano dal presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera, sembra l'annuncio di un'era nuova. Quella in cui economia e profitto dovrebbero tra-dursi in cultura e bellezza, anzi in cui cultura e bellezza saranno il profitto, come sostengono i nuovi economisti della cultura Certo, ascoltando Tronchetti Provera sotto lo scintillio dei lampadari di Palazzo Clerici, attorniato dai due principi della sociologia Gian Paolo Fabris e Renato Mannheimer, sembrava quasi vero. L'ottimismo scendeva come miele dai favi nelle parole suadenti del presidente di Telecom: «In Italia si può fare più di quanto comunemente si crede. Non è un caso che il no profit prosperi da noi più che in altri Paesi d'Europa. Lavoriamo per creare una linea di congiunzione tra chi si impegna nel sociale, chi studia e fa ricerca, chi conserva il nostro patrimonio artistico e culturale, riportando alla memoria la nostra storia e tradizione:». Più concretamente, cento milioni di euro in quattro anni (30 milioni soltanto nel 2003) messi da Telecom Italia a disposizione di un vasto complesso di iniziative nei settori della ricerca scientifica, della cultura delle attività socia-li e sportive, perché "non esiste crescita di impresa se questa non corrisponde a una crescita comples-sfva della società civi-le". E il conflitto fra privato e pubblico che tanto ci ha angosciato fino a oggi non ha più ragione d'essere. Quindi smettiamola di dare addosso allo Stato e consideriamolo anch'esso un'impresa anche se, obiettivamente, «le istituzioni potrebbero fare di più» ha commentato col massimo garbo Renato Mannheimer. E non parliamo di mecenatismo perché, dice Tronchetti Provera, «il mecenatismo scende dall'alto e non conosce le reali esigenze delle persone». Parliamo piuttosto di sinergie, (vocabolo che oggi gode del massimo favore) tra varie imprese, enti o istituzioni, ognuno operante nel proprio ambito. Sfatiamo anche la leggenda sostenuta dagli ambientalisti reazionari o pauperisti, come preferite chiamarli, secondo i quali alla crescita imprenditoriale corrisponde necessariamente un depauperamento delle risorse ambientali, architettoniche o paesaggistiche. Oggi la salvaguardia, il risanamento, il restauro dipendono in massima parte dall'apporto delle nuove tecnologie dell'informazione, della comunicazione, sfruttando la multimedialità e il grande patrimonio di una rete veloce e potente. Chi meglio di Telecom può saperlo? «Abbiamo - dice il suo presidente - duecentomila dipendenti in Italia. La nostra è quindi una presenza capillare ed è proprio sfruttando questa presenza che possiamo avviare una molteplicità di iniziative, senza rinunciare alla selezione né essere costretti ad optare per il sistema di sovvenzioni a pioggia che in passato ha dato risultati insoddisfacenti». Come un lare propizio, Sant'Adriano da Ivrea aleggiava tra le comici dorate delle specchiere: mai come nella più affollata e imperdibile conferenza stampa del nuovo anno, il nome di Olivetti è stato copiosamente e reverentemente citato, come esempio unico di imprenditoria illuminata. «Ma oggi - ha detto Gian Paolo Fabris - non è più tempo di sporadici imprenditori illuminati. La crescita della società civile è un dovere etico dell'impresa». Che le cose siano cambiate dai tempi in cui Olivetti era rara avis tra gli italici «cumenda», è dimostrato del resto dalle iniziative recenti in campo artistico-culturale: il restauro a Milano del Cenacolo leonardesco realizzato appunto grazie all'Olivetti nel 1999, quando suo amministratore delegato era ancora Roberto Colaninno; il restauro a Firenze del Perseo del Cellini, realizzato grazie alla cassa di Risparmio di Firenze; la rimessa a nuovo del Battistero di Parma: ancora una Cassa di Risparmio, quella di Parma, ovviamente, mentre la Banca di Roma ha investito 40 miliardi di vecchie lire per il recupero del glorioso ma fatiscente Colosseo. Infine, poiché tecnologia è anche globalità, ecco la Nyppon Televi-sion di Tokio a sostenere con 26 miliardi di lire il restauro degli affreschi michelangioleschi della Cappella Sistina. A questo fervore imprenditoriale sembrerebbe corrispondere un pubblico più consapevole. Mannheimer annuncia commosso che il 51 per cento della popolazione si aspetta dalle imprese un ruolo sociale, mentre il 40 si dichiara disposto a pagare di più i beni di consumo purché prodotti nel rispetto dell'ambiente. Che l'Italia del mercurio nei tombini sia davvero finita? PROGETTO ITALIA Nasce a Genova il Festival della Scienza Sono in totale uma trentina le iniziative seguite da Telecom in qualità di partner. Non si tratta di finanziamenti a eventi altrui ma di progetti autonomi o di collaborazioni paritetiche. In campo sociale la Telecom si impegna, o si è già impegnata, fra l'altro nell'allestimento del Future Centre di Venezia, nell'lnteraction Design Institute di Ivrea e nella Domus Academy. Sostiene inoltre la raccolta di fondi a favore dell'Associazione per la Ricerca sul cancro e per il Fondo per l'Ambiente Italiano (Fai). Varie le iniziative a favore dello sport: dalla sponsorizzazione del Campionato di Serie A, di Serie B e della Tim Cup (ex Coppa Italia) all'equipaggiamento tecnologico dell'imbarcazione di Giovanni Soldini; dalla Regata dei Tre Golfi al rilando del tennis nazionale fino alla sponsorizzazione degli Open d'Italia di golf e del Concorso ippico di Piazza di Siena. Numerosi gli impegni culturali di «Progetto Italia». Fra questi il dipartimento per la sperimentazione della digitalizzazione cinematografica all'interno della Scuola di Cinema. Il laboratorio digitale di comunicazione in collaborazione con La Sapienza di Roma. Il progetto di digitalizzazione delle biblioteche milanesi. La prima edizione del Festival della Scienza che si terrà a Genova dal 23 ottobre al 3 novembre. Le manifestazioni «Patroni d'Italia» progettate con jl Teatro Parenti per la riscoperta delle identità municipali. Il collegamento telematico fra i musei romani. La partecipazione alla «Lectura Dantis» che sarà tenuta da Vittorio Sermenti a Firenze dal 5 maggio ài 20 giugno. Il sostegno al Premio Campiello e al Premio Strega.
Così si investe a regola d'arte - Biblioteche digitali, restauri, impulso alla ricerca: Telecom Italia propone un nuovo modello imprenditoriale
Il presidente di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, ha presentato il "Progetto Italia", un piano per creare un equilibrio tra economia e profitto, e cultura e bellezza. Il progetto prevede l'investimento di 100 milioni di euro in quattro anni in iniziative culturali, sociali e sportive. Tronchetti Provera sostiene che l'Italia può fare più di quanto comunemente si crede e che la crescita della società civile è un dovere etico dell'impresa. Il progetto include iniziative come il restauro del Cenacolo leonardesco, il restauro del Perseo del Cellini e il recupero del Colosseo.
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