Tre anni di lavoro, una spesa che oscilla tra un milione e mezzo e due milioni di euro per restaurare la sala delle Asse al Castello, gioiello dagli affreschi di Leonardo. L'intervento è stato presentato ieri dal sindaco Letizia Moratti, dal neo assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, e dal ministro ai Beni culturali Sandro Bondi, per cui il recupero della sala affrescata è solo uno degli interventi da realizzare a Milano. L'altro è la valorizzazione Brera, con il trasferimento dell'Accademia. Sulla Pinacoteca il ministro taglia corto: «Non siamo lontani da una soluzione, abbiamo avviato i contatti con il ministero della Difesa». Il perché è presto detto: l'Accademia dovrebbe essere trasferita in una caserma. Ambizioso il progetto: «Vogliamo che Brera diventi un modello per i musei italiani», ha detto il ministro. La sua proposta, riguarderà a Milano anche il Castello: «Istituiremo presso il ministero una direzione generale per i musei e chiameremo a dirigerla un manager perché questo è un lavoro organizzativo importante e complicato». La nuova struttura, che avrà il compito di promuovere gli spazi espositivi italiani e i siti archeologici, raccoglierà risorse anche grazie al finanziamento di enti privati. «Sono convinto che intorno a questo progetto qualificante - ha aggiunto Bondi - potremo chiedere la collaborazione di fondazioni bancarie e imprese private: in questo modo saremo in grado di investire una somma tale che farà diventare i musei e le aree archeologiche un asse portante dello sviluppo economico del Paese». Questo per quanto riguarda Brera. Altrettanto significativo il recupero della sala delle Asse, dove nel 1498 Leonardo affrescò un pergolato di 16 alberi. La sala venne riscoperta nel 1893, in cattive condizioni. Nel 1956 venne restaurata da Ottemi Della Rotta e fu ritrovato, su una delle pareti, un frammento di affresco monocromo con radici di alberi e rocce, attribuito alla ma-no di Leonardo. La speranza è di trovarne altri, ha detto la Moratti, e di poter riportare anche la volta ai colori e ai tratti originali. Anche perché l'uomo vitruviano è il simbolo dell'Expo. e non è un caso che da qui al 2015 il Comune abbia intenzione di approfondire le tematiche studiate da Leonardo.