Ben 52 sindaci della Sibaritide e del Pollino scendono in campo per difendere l'Area Archeologica ed il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide dal progetto ministeriale che prevede il ridimensionamento delle strutture di servizio. In una comunicazione indirizzata al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, e per conoscenza anche alle altre autorità competenti in materia, i sindaci, dopo avere premesso di essere venuti a conoscenza da fonti sindacali della questione riguardante la riorganizzazione degli uffici che prevede il ridimensionamento della struttura del Museo e degli Scavi di Sibari, elaborata dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria, hanno ricordato che l'unità territoriale di Sibari così composta, sin dal 1970 ha svolto importanti e proficue attività di scavo e ricerca, avvalendosi anche della collaborazione di Enti di ricerca nazionali ed internazionali. Il provvedimento in itine-re, secondo i 52 sindaci della Sibaritide e del Pollino che hanno sottoscritto la missiva, riduce da 123 a 30 i comuni di competenza sin dal 1970 dell'Ufficio Scavi di Sibari, attribuendo tutti i rimanenti alle Province di Catanzaro e Crotone, con immaginabili esiti e complicazioni in ordine a tutti gli atti di amministrazione territoriale. "Si prefigura un vero scippo" L'unità in questione, hanno argomentato i sindaci, risponde non a caso ad una scelta anzitutto di natura storica e scientifica, trattandosi di un territorio, quello della Sibaritide, con caratteristiche storiche, archeologiche e geomorfologiche omogenee, ma anche ad un criterio di logica amministrativa, afferendo tutti i detti comuni alla medesima Provincia, con evidente congruità di tutti gli atti di tutela archeologica che debbano essere promossi dall'Amministrazione dei Beni Archeologici in rapporto agli Enti Locali. Nel nostro territorio, si legge, potrebbe invece verificarsi l'incredibile conseguenza che, in contrasto con l'affermata tendenza in tutta Europa a lasciare per quanto possibile in loco i reperti archeologici mobili, i materiali provenienti da scavi e ricerche in tali territori comunali verrebbero allocati in sedi lontane e del tutto estranee per ragioni di diversità storica. Ulteriore conseguenza dell'attuazione del suddetto provvedimento, finalizzato al radicale ridimensionamento dell'Ufficio Scavi di Sibari, hanno osservato, sarebbe il trasferimento di una quantità di personale, attualmente in servizio presso lo stesso Ufficio, nelle sedi afferenti alle Province di Catanzaro e Crotone, con immaginabili disagi e disservizi, per nulla giustificati nell'ottica dell'espletamento delle funzioni, trattandosi di una frammentazione territoriale incoerente sotto l'aspetto sia arnministrativo che scientifico. L'attuazione di tale provvedimento, secondo il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo e gli altri 51 sindaci del grande comprensorio della Sibaritide e del Pollino, porterà altresì al trasferimento di diverse unità attualmente in servizio presso l'ufficio degli Scavi di Sibari con ricadute economiche negative per la già fragile economia di questa parte di territorio. A conclusione delle considerazioni esternate, i sindaci hanno concluso la missiva, chiedendo al Ministro per i Beni e le Attivi tèa Culturali, un autorevole intervento, affinché il provvedimento in esame non si concretizzi, anche e soprattutto al fine di tutelare e garantire le popolazioni del territorio della Sibaritide. In caso contrario, i 52 sindaci della sibaritide e del pollino, hanno annunciato, da subito, azioni di protesta contro l'atto che sarà adottato.
CALABRIA - Scavi di Sibari, l'allarme dei sindaci
52 sindaci della Sibaritide e del Pollino hanno inviato una missiva al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, difendendo l'Area Archeologica ed il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide dal progetto ministeriale che prevede il ridimensionamento delle strutture di servizio. I sindaci hanno ricordato che l'unità territoriale di Sibari ha svolto importanti attività di scavo e ricerca dal 1970 e che il provvedimento ridurrebbe la competenza di 93 comuni a 30. Hanno anche sollevato preoccupazioni sulla logica amministrativa e sulla tutela archeologica, e hanno chiesto un intervento del Ministro per evitare che il provvedimento si concretizzi.
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