Il ponte a Fiera Catena? Difficile, se non impossibile, che sia più di una ciclopedonale. A lasciarlo intendere è il vincolo diretto sul corso del Rio e sul bacino di Porto Catena con cui la Sovrintendenza vorrebbe assimiliare il canale e gli specchi d'acqua a monumenti di ingegneria idraulica che completano il sistema dei laghi realizzato dal Pitentino tra il 1188 e il 1199. Se andrà a buon fine la procedura aperta il 29 ottobre per tutelare gli specchi d'acqua e, in via indiretta, le sponde di sinistra dei laghi Inferiore e di Mezzo, di ponte a Catena forse non si parlerà più. O meglio, si dovrebbe pensare solo a quello in legno, riservato a pedoni e ciclisti, sulla parte più stretta del Rio (su via Fondamenta), per consentire ai residenti nel nuovo quartiere di Fiera Catena di raggiungere il lungolago Gonzaga e da qui il centro storico, senza bisogno di prendere l'auto. Sarebbe questa l'unica soluzione consentita dalla Sovrintendenza. Verrebbe, dunque, messa in soffitta l'ipotesi a cui sta lavorando la giunta e che dovrebbe rientrare nella progettazione del nuovo parcheggio interrato all'Anconetta. E cioè un ponte ciclopedonale ma più largo sul tratto finale del Rio, in modo da far transitare i mezzi di soccorso e, magari, anche le auto dei residenti pur se in un unico senso di marcia. La scorsa settimana la sovrintendenza ha aperto la procedura per il vincolo diretto e indiretto a tutela dei «monumenti» laghi, Rio e sponde di sinistra dei laghi Inferiore e di Mezzo; entro 8 mesi il ministero dei beni culturali dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta (se il sovrintendente ha avviato la procedura lo ha fatto con l'assenso di massima di Bondi). Nel frattempo, in attesa del pronunciamento, le rive restano inedificabili e il Rio diventa comunque un monumento a tutti gli effetti e, quindi, tutelato in base al codice ambientale. Basta leggere la relazione storico-artistica della sovrintendenza, basata sull'esame di mappe e documenti antichi, per rendersi conto della valenza attribuita al corso d'acqua che collega il lago Superiore con quello Inferiore sfociando a Porto Catena, il cui bacino entra anch'esso tra gli specchi protetti: «I laghi, il Rio e i ponti dei Mulini e di San Giorgio sono meritevoli di salvaguardia e tutela in quanto testimonianza della storia della tecnologia idraulica, delle tecniche agrarie e della storia politica e militare della città di Mantova, oltre che testimonianza della sua cifra identitaria, alla luce dell'iconografia consegnata alla storia dell'arte». Ergo, un ponte stradale «comporterebbe un'alterazione inaccettabile dei caratteri ambientali e paesaggistici dell'area» come la stessa Sovrintendenza scrisse in marzo.
MANTOVA - Vincolo sul Rio, a rischio il ponte a Catena
La Sovrintendenza di Mantova ha aperto una procedura per tutelare gli specchi d'acqua e le sponde di sinistra dei laghi Inferiore e di Mezzo, compreso il corso del Rio e il bacino di Porto Catena. Il ponte a Fiera Catena sarebbe difficile da considerare come una ciclopedonale, e la Sovrintendenza vorrebbe assimilare il canale e gli specchi d'acqua a monumenti di ingegneria idraulica. La giunta di Mantova ha proposto un'ipotesi di un ponte ciclopedonale, ma la Sovrintendenza ha rifiutato e ha proposto un'alternativa: un ponte ciclopedonale ma più largo sul tratto finale del Rio, in modo da far transitare i mezzi di soccorso e le auto dei residenti.
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