PORTOFERRAIO Il Forte Falcone come punto di riferimento storico e museale. Qualcosa di più di un biglietto da visita, non solo per la città di Portoferraio, ma un contenitore in grado di attrarre flussi di vacanzieri per una spinta a tutto il comparto turistico elbano. Prima i lavori interni per una spesa di un milione di euro. Ora interventi per oltre 2 milioni di euro, per l'esattezza: 2 milioni e 155 mila euro. Un progetto, in questo caso si tratta del recupero aree esterne del Forte Falcone (Lazzaretto e via Ninci), per una fruizione completa del sistema storico e museale di Forte Falcone. Ma non solo. Anche la realizzazione di accessi a Portoferraio da ovest e dall'alto della fortificazione. Nei progetti anche il recupero di alcune aree della Linguella per il laboratorio della soprintendenza archeologica e manutenzione straordinaria del complesso De Laugier che sarà destinato a sala seminari ed esposizioni. Il progetto, nel dettaglio, prevede il recupero e il restauro dei locali interni del Forte, l'illuminazione esterna e interna dell'intero complesso monumentale la riapertura degli antichi accessi per consentire la completa fruizione della strutturaa da ovest e dal lato delle fortificazioni. La parte interna del forte, che necessità di opere di consolidamento, si sviluppa su un'area di 310 metri quadrati. Il progetto è stato redatto dallo staff dell'ufficio tecnico del Comune a firma Elisabetta Coltelli. Un progetto di restauro per ridare alla città di Portoferraio uno spazio che le appartiene, per la considerevole valenza storico, culturale, artistica didattica e turistica che l'immobile rappresenta per il Comune di Portoferraio. Posto nella parte superiore del centro storico di Portoferraio, sulla cima della collina più alta (79 metri) del promontorio su cui sorge la città. Insieme al forte Stella e la Linguella era il caposaldo del sistema difensivo della piazzaforte medicea di Portoferraio. Occupa un'area di 1726 metri quadrati. Come lo Stella, il Falcone, fu costruito con mattoni d'argilla. Per questo le due opere assumono il caratteristico colore rossastro che risalta sul biancore dei bastioni circostanti. Fu progettato da Giovan Battista Bellucci ma l'opera fu proseguita e completata da Giovanni Camerini, il costruttore ufficiale della piazzaforte. Deve il suo nome dall'altezza su cui sorge, a vigilare su tutto come un falco. Nel 1558 lavorò al forte Gabrio Serbelloni, uno degli ingegni militari più eminenti, che per un breve periodo operò a Portoferraio. Realizzò un fronte esterno che prese il suo nome. Nel periodo Granducale fu utilizzato come carcere politico. L'ospite più illustre è stato Francesco Domenico Guerrazzi che vi trascorse una detenzione nel 1848. Proprio in questa occasione scriverà forse la sua opera più famosa,"La predica del venerdì santo". Restituito dalla Marina Militare al comune ora si appresta a diventare un contenitore culturale. Un progetto che è decollato anche grazie alla disponibilità della Marina Militare che negli anni passati ha ceduto la disponibilità della struttura al comune di Portoferraio. Dal 1997 infatti il forte è in uso al comune di Portoferraio. La cessione è avvenuta da parte del Demanio dello Stato.
TOSCANA ELBA - Il Forte Falcone diventerà un museo
Il Forte Falcone di Portoferraio è un importante punto di riferimento storico e museale. Il progetto di recupero aree esterne del Forte Falcone, con un budget di 2 milioni e 155 mila euro, prevede la realizzazione di accessi a Portoferraio da ovest e dall'alto della fortificazione, nonché il recupero di aree della Linguella per il laboratorio della soprintendenza archeologica. Il progetto include il restauro dei locali interni del Forte, l'illuminazione esterna e interna dell'intero complesso monumentale e la riapertura degli antichi accessi.
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