Domani sera verrà presentato il risultato del lavoro di restauro SIRONENella serata di domani, dopo la celebrazione della solenne messa per la festa patronale di San Carlo, nella parrocchia di Sirone verrà presentato l'antico crocifisso ligneo recentemente restaurato dalla ditta «Luzzana» di Civate; interverranno la dottoressa Elda Edith Palmieri, della Soprintendenza per il patrimonio storico-artistico, ed esperti della «Luzzana restauri» stessa «che ? annuncia l'architetto Roberto Spreafico, di Sirone - esporranno con immagini e commenti le varie fasi dell'importante restauro compiuto». Tra gli ospiti figureranno, inoltre, i rappresentanti della «Fondazione Provincia di Lecco onlus», che ha cofinanziato i lavori. Il parroco, monsignor Gianluigi Rusconi, anticipa i risultati del recupero: «E' stato riportato nella nostra chiesa l'antico crocifisso, quello appeso sopra il confessionale, seconda cappella a destra: circa un anno fa era stato portato a restaurare. I lavori, eseguiti da specialisti sotto la supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti, si sono protratti più del previsto e hanno riservato qualche sorpresa. Innanzitutto ? annuncia il parroco - è stata rimossa la stuccatura ottocentesca che aveva mascherato e risagomato l'anatomia originaria del corpo in croce, colorato poi con tinte artefatte e popolari». E' così emersa la fisionomia originale del crocifisso, «molto veristica ? secondo monsignor Rusconi - e anatomicamente perfetta, opera (a detta della soprintendente) non di un semplice intagliatore, bensì di un vero e proprio scultore». Rimossa questa ottocentesca sovrastruttura in stucco, è apparsa anche la materia originale dell'opera, cioè legno di oltre cinquecento anni fa che, pertanto, non è più marrone, ma presenta una colorazione tendente al grigio. Riprende il parroco: «Si è scelto, ascoltando il parere degli esperti, di non colorare il legno, ma di lasciare il suo aspetto naturale. Inoltre, è stata rimossa la barba di gesso, anch'essa aggiunta tardiva: questa operazione ha messo così in maggiore evidenza i lineamenti del volto. L'indumento è stato lasciato, invece, tale e quale: anch'esso è stato rielaborato in epoca posteriore ed ora, mantenuto con la sua doratura su una statua che ha ricuperato l'effetto originario, questo drappo risulta un po' incongruente: in origine infatti doveva essere probabilmente di colore bianco. Tuttavia, essendo la doratura ben fatta e ancora in buono stato, per non rischiare di rovinare il panneggio, si è preferito semplicemente ripulirla e attenuarne un po' i riflessi. Nell'insieme ? conclude il monsignore - ora il Crocifisso non è più convenzionale e anonimo, roseo con le goccioline di sangue dipinte: esprime in modo drammatico l'atroce sofferenza di un uomo che muore in croce. E' un'immagine che colpisce, impressiona e fa pensare». Anche la cappella dove è stato ricollocato il Crocifisso ha richiesto qualche ritocco: si presentava fin troppo colorata; ritinteggiata in toni più chiari potrà ora mettere nel giusto rilievo ciò che ? come rimarca monsignor Rusconi - l'occhio dovrebbe cogliere anche ad un primissimo sguardo, e cioè la centralità di Gesù».
LECCO - SIRONE L'antico crocifisso ligneo torna alla festa di San Carlo
Domani sera, nella parrocchia di Sirone, verrà presentato il risultato del restauro del crocifisso ligneo. La presentazione sarà seguita dalla celebrazione della messa per la festa patronale di San Carlo. Il crocifisso è stato restaurato dalla ditta Luzzana di Civate e interverranno esperti della Luzzana e la dottoressa Elda Edith Palmieri della Soprintendenza per il patrimonio storico-artistico. Il parroco, monsignor Gianluigi Rusconi, anticipa i risultati del recupero: il crocifisso è stato riportato nella sua forma originale, con la stuccatura ottocentesca rimossa e la materia originale del legno emersa.
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