Il soprintendente Rossini spiega le conseguenze del decreto con cui si invita a limitare i finanziamenti privati "Palazzo Reale è già privo di fondi pubblici, con le nuove norme qui nulla più si farà" «Non riusciremo a fare più neppure una mostra, vogliono uccidere la cultura»: Giorgio Rossini, soprintendente per i Beni Architettonici della Liguria, suona lallarme alla presentazione dellultima mostra di Palazzo Reale, "La Liguria e la Grande Guerra". La mannaia che si sta per abbattere su tutti coloro che, pur arrancando, cercano di produrre cultura, spiega Rossini, ha ancora una volta il nome del ministro Brunetta. «Nel decreto - spiega Rossini - è contenuta una ben precisa indicazione, ci invita a limitare, a diminuire drasticamente il ricorso agli sponsor per finanziare le mostre: sapete cosa significa? Significa che non potremo fare più nulla, per noi è la morte». I finanziamenti pubblici a Palazzo Reale, ad esempio, per questanno sono pari a zero. «Ci hanno tagliato del tutto i fondi già tagliati», prova a scherzarci su, il direttore del Palazzo, Luca Leoncini, che insieme a Rossini ha fatto rinascere lottimo spazio espositivo del Teatro del Falcone, incastonato nel Reale. Ma perché Brunetta se la prende con gli sponsor delle mostre? «Perché chi sponsorizza, può beneficiare di detrazioni fiscali - spiega Rossini - e il governo ha gettato la spugna, vuole battere cassa e basta». E ragiona ulteriormente, il sovrintendente: «Questo invito di Brunetta è lanticamera di una disposizione che ci aspettiamo: vogliono togliere la detrazione fiscale per chi sponsorizza eventi culturali. Finita la cultura in Italia». Infatti, spiega Rossini, i finanziamenti pubblici sono ormai ridotti al nulla, lunica chance erano rimasti gli sponsor. «Chi si metterà a puntare denaro farlo sulla cultura senza avere interesse, anche minimo? Qualcuno magari molto virtuoso, e tutti gli altri?». Se non fosse stato per gli sponsor, ad esempio, la mostra sulla "Grande Guerra" non ci sarebbe, perché, dice Rossini, «il ministero ci ha finanziato circa la metà del budget». (m. bo.)