Bruno Vespa ha dedicato la puntata di Porta a Porta del 28 ottobre 2008 al degrado, all'incuria ed ai piccoli e grandi scempi, in cui giacciono maggior parte dei monumenti della città di Napoli. Partendo dall'analisi del sito archeologico di Pompei, dalle rinomate vicende in cui è coinvolto e dalla situazione delle molte domus ancora chiuse al pubblico, la puntata si è poi concentrata sull'analisi dello stato di conservazione del centro storico della città partenopea, presentando un filmato esclusivo (video in basso) che ha documentato lo stato di abbandono di molti edifici storici e sacri. Il percorso-denuncia ha visto i telecronisti di Rai Uno visitare il centro storico, patrimonio dell'Umanità dal 1995, in una sorta di "Percorso dello Scempio", accompagnati da due esponenti di spicco Gianfranco Wurzburger, Assessore alla Vivibilità della II Municipalità del Comune di Napoli, ed Antonio Pariante, presidente del Comitato Civico per il recupero della chiesa di Santa Maria di Portosalvo. Quest'ultimo ha sottolineato che il problema dei monumenti napoletani " è un sintomo della cronica mancanza del piano di gestione, che manca da oramai 13 anni". I reporter hanno così visionato e documentato lo scempio della Fontana dei Papiri al Molosiglio, autentica cloaca a cielo aperto sotto i balconi di Palazzo Reale. Successivamente si sono recati alla chiesa di Santa Maria di Portosalvo, edificata nel 1554 sotto la spinta di un voto fatto da un marinaio scampato ad un naufragio (così come documentato dalle iscrizioni poste sulle lapidi collocate sulla facciata), ma che purtroppo versa in grave stato di degrado. Gravi esempi di degrado, ripetutamente denunciati dai comitati, dalle assise e dagli organi di stampa, nonché simboli dello stato di conservazione di parte del patrimonio napoletano, sono i monumenti che si innalzano lungo i Decumani. Spicca fra tutti il caso di Palazzo Penne: la casa signorile fu costruita per volontà di Antonio da Penne, segretario del re Ladislao di Durazzo, nel corso del XVI secolo in prossimità del piccolo largo, che rappresentava il primo ingresso alla città. Il monumento, acquisito nel 2002 dalla Regione Campania e ceduto nel 2004 in comodato d'uso all'Università Orientale, è stato soggetto ad analisi diagnostiche ed indagini conservative chieste dall'Unesco, che hanno portato all'apertura di sei fascicoli d'inchiesta riguardanti tra gli altri il governatore Antonio Bassolino e l'allora rettore dell'Orientale (oggi deputato) Pasquale Ciriello, accusati di danneggiamento del manufatto di interesse storico ed artistico, provocato dal mancato intervento restaurativo. Non da meno sono le vicende della chiesa di Sant'Agostino alla Zecca o Sant'Agostino Maggiore, chiusa dal sisma del 1980. Edificata sotto il regno di Carlo I d'Angiò e completata grazie a Roberto d'Angiò nel 1287, è tra le più grandi chiese del centro storico ad essere chiusa e non visitabile. Seguono la basilica di Santa Maria di Vertecoeli, esempio eclatante di monumento in pessime condizioni e chiusa anch'essa dal terremoto del 1980, ed il largo Donnaregina dove sorge la chiesa dei Gerolomini, tra i più vasti edifici di culto napoletani, le cui estensioni sono comparabili solo a quelle della Cattedrale, chiusa da decenni nonostante presenti al suo interno una alta concentrazione di opere artistiche, scultoree ed architettoniche. Le telecamere di Bruno Vespa hanno poi concluso questo anomalo giro turistico a piazza Mercato, dove sorge la chiesa angioina di Sant'Eligio Maggiore, coperta di graffiti, e la fontana del Seguro, menomata delle teste dei leoni che la decoravano in passato. Ospite in studio il Ministro dei Beni e della Attività Culturali Sandro Bondi, che ha sottolineato come il governo tenga "a cuore" la città di Napoli, come -sottolinea Bondi- "ciò è dimostrato dall'interesse personale del premier nel caso della spazzatura". Continua il ministro: "i monumenti partenopei non saranno abbandonati a loro stessi se i servizi, le amministrazioni e tutti gli enti cittadini si adopereranno per tornare a svolgere le loro funzioni in maniera ordinaria". Intanto sul fronte della politica locale nessuna reazione ufficiale né all'agghiacciante puntata diPorta a Porta, quanto meno ai commenti del Ministro Bondi che in trasmissione ha concluso affermando "non possiamo sopportare questo strazio". Sul sito http:www.portosalvo.orgps è possibile vedere il video denuncia in versione integrale.