La denuncia Lunedì la visita del ministro Bondi. Il Comune: via ai restauri della sala delle Asse di Leonardo Da Vinci Il vento ha scoperchiato il tetto. «Previsti interventi per 10 milioni». L' ex direttrice: va ripensato il suo ruolo Chiusa per motivi di sicurezza la Porta dei Carmini: «Rischi per i turisti». In programma interventi sulle facciate È bastata una folata, una più violenta del solito. Il vento ha scoperchiato il tetto del Castello, ribaltato coppi e scollato tegole. La direzione dello Sforzesco ha chiuso per «motivi di sicurezza» la Porta dei Carmini e autorizzato un ponteggio per la «manutenzione straordinaria». I lavori, quando non piove, avanzano. Lì e non solo. Il Castello è un nobile malato che ha bisogno di cure nuove e costose, un' impalcatura già avvolge la Biblioteca d' Arte e nastri bianco e rossi sono tirati in cortile. «Continua l' operazione di messa a norma e ristrutturazione» dice la direzione. Ci sono pavimenti, muri e parapetti da rimettere in sesto. E a breve sarà avviato il restauro più delicato, l' intervento nella Sala delle Asse affrescata da Leonardo Da Vinci (progetto di recupero finanziato in gran parte da una fondazione privata). L' iniziativa sarà presentata lunedì da Letizia Moratti e dal ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. Il cantiere Sforzesco è la prima tappa del percorso dei turisti in città. Non per altro: i pullman parcheggiano qui, la torre d' ingresso è la prima cartolina culturale. Edificato a partire dal Trecento (Galeazzo II Visconti), demolito e ricostruito un secolo dopo (Francesco Sforza), il castello è stato rifatto nell' Ottocento, aggiustato negli anni Cinquanta e ancora di recente è stata sostituita la pavimentazione del Cortile delle Armi (850mila euro) e completata la strada coperta della Ghirlanda. Nel bilancio triennale 2008-2010, il Comune mette oltre 10 milioni di euro alla voce «risistemazione e riallestimento». In sintesi: c' è bisogno di altri lavori, devono essere consolidati cortili e facciate, non reggono al maltempo. Muri, vento e filosofia. «Il Castello va ripensato come complesso museale» osserva Maria Teresa Fiorio, docente di museologia all' università Statale e già direttrice delle collezioni civiche. Per dire: la manutenzione non basta, «andrebbe ridefinita la funzione di alcuni spazi vuoti, ripensata l' impostazione dei musei e una nuova linea di sviluppo». Infine, conclude Fiorio, servirebbe una «strategia comune» per le tre direzioni che governano il complesso. È in questo contesto che s' inserisce la visita di Bondi. Il ministro e il sindaco annunceranno lunedì il calendario degl' interventi di recupero, a partire dal restauro della Sala delle Asse. Ma nel piano per il Castello, filtra dal Comune, rientrano anche la «riprogettazione e un riallestimento dei musei che, oltre a fornire ai visitatori servizi e comfort, ripensi i percorsi e le disposizioni». Se ne parla da anni, ormai, e per ora si vedono solo le tegole nel cortile. Saranno rimesse una a una sul tetto. Armando Stella Gli affreschi e lo stemma Il ministroSandro Bondi, ministro per i Beni culturali, visiterà lunedì il complesso monumentale del Castello Sforzesco insieme con il sindaco Letizia MorattiNel 1498 Leonardo da Vinci affrescò la volta della Sala delle Asse del Castello: ai rami fioriti e intrecciati di sedici alberi si annoda una corda d' oro. Al centro, lo stemma sforzesco