Discusso restauro in via Volta, si sgretola la malta tra le pietre. Il Comune: presto un'ispezione Sono a rischio interi tratti delle mura medievali che circondano il centro storico: la malta tra le pietre si sgretola e i conci si muovono per la spinta esercitata dalle radici degli alberi cresciuti nei terrapieni dei giardini pensili, tra i palazzi e la cinta muraria. È l'effetto rilevato dagli studiosi e dai tecnici impegnati per i restauri del «Palazzo delle Torri», in via Volta, dove a lavori ultimati troveranno posto appartamenti ed uffici. ieri le stalle, oggi i box Un enorme cumulo di terra, ben visibile in via dell'Annunciata: è quanto resta del giardino pensile dello storico palazzo e il tempo torna indietro di duecento anni, quando c'erano gli orti e un camminamento era la ?corsia preferenziale? degli abitanti sull'interno delle mura, costruite con funzioni doganali e non di contenimento. A metà dell'800, gli spazi furono riempiti di terra piantumata, ma gli alberi sono cresciuti, le radici sono aumentate di volume e due faggi - uno probabilmente spontaneo, l'altro coltivato apposta - sono stati tagliati in questi giorni. Al posto del giardino, i box, sulla sede delle vecchie stalle e sopra, ancora verde. È forse il primo intervento del genere in centro storico, ma l'operazione ha suscitato perplessità. È come se stesse passando un colpo di spugna in un luogo tipico di Como, con la sua storia, la sua architettura tra natura e genio, la sua pennellata di vissuto, fatti salvi gli apprezzamenti per i restauri, che restituiranno un palazzo abbandonato alla vita contemporanea, senza consumare territorio. «Il giardino pensile non era soggetto ad alcun vincolo», afferma il progettista, l'architetto Giovanni Sammartano. «Però, abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni ed abbiamo ricostruito tutte le fasi storiche proprio per non recare alcuno sfregio, ma soprattutto per farci guidare la mano negli interventi. Ripristiniamo la situazione originaria», sottolinea. Nell'800, non c'erano box. «C'erano le stalle per i mezzi di trasporto di allora - prosegue l'architetto - le sostituiamo con i ricoveri per i mezzi di trasporto attuali, liberando il cortile dalle auto estranee al contesto». La Soprintendenza ai Beni archelogici ha chiesto ed ottenuto chiarimenti nella fase preliminare. «L'iter seguito è stato corretto - si limita a dire la Soprintendente Stefania Iorio - e siamo attenti ad eventuali ritrovamenti. Nel sottosuolo, che non è interessato dai lavori, potrebbero trovarsi le antiche mura romane. Per il giardino, non esistevano vincoli». il comune cerca soldi La prima assicurazione che la Soprintendenza ha richiesto concerne l'integrità delle mura: i lavori non devono sfiorarle. Ma sarà proprio vero che le radici arboree sono responsabili di "spanciamenti"? «Può succedere - risponde la dottoressa Iorio - il terrapieno, realizzato nell'800, appoggiato alle mura, può esercitare una spinta». Ma chi si occupa delle mura? Appartengono all'amministrazione civica e l'assessore all'edilizia, Francesco Scopelliti, sta cercando trenta, quarantamila euro, nelle ristrettezze di un bilancio asfittico, per una ripulitura ed un'ispezione generale.