«Sono rimasto molto ben impressionato, lavorano con impegno e competenza, e in uno spazio così non è facile». L'altro giorno Roberto De Simone, invitato dal commissario Salvatore Nastasi, ha visitato il cantiere del San Carlo. In sala, poco prima, c'era stato anche Francesco Canessa, ex sovrintendente, anch'egli colpito dall'abilità degli addetti: «Mi sembra importante soprattutto il restauro della tela del Cammarano, sul soffitto, ho visto che è ancora lì il puttino d'argento che feci lasciare io a testimonianza dell'ultimo restauro, è l'unico esempio, come il giglio borbonico rinvenuto nel palco reale». Restauratori, elettricisti, edili, sono all'opera notte e giorno per completare la prima tranche di interventi entro il 10 gennaio, in tempo per permettere l'apertura della stagione con il «Peter Grimes» diretto da Tate. Il teatro chiuderà nuovamente da luglio a dicembre per rifare il palcoscenico. Allora, cosa ne pensa, maestro De Simone? «Per quello che ho visto finora mi sembra ci sia molta attenzione. Mi conforta il fatto che il sovrintendente Spinosa controlli ogni dettaglio con gusto e competenza». Si riferisce agli stucchi e agli ori della sala? «Certo. Ho visto anche le nuove tappezzerie, di un rosso un po' cupo secondo i disegni del Niccolini. Io l'avrei rifatto blu, più elegante». Lei ha visto anche il nuovo ridotto? «Sì, ritengo molto utili anche le nuove sale di prova, realizzate nell'ex falegnameria, sono spazi ritrovati molto utili per la funzionalità del teatro». Sembra stiano per essere annessi al teatro anche altri spazi di Palazzo Reale, quelli dell'ex azienda di soggiorno che confinano con gli uffici della sovrintendenza. «Magari! Anche se il nodo è rappresentato dal Circolo dell'Unione. Ho visto le crepe sulla volta dell'ingresso, dicono causate dalle cucine del circolo, mi sembra una cosa scandalosa». In passato lei s'è spesso battuto per restituire al teatro quei locali in cui ai tempi di Rossini e Barbaja c'erano le sale da gioco. «E credo ancora sia opportuno che quegli spazi siano a disposizione del teatro, non di privati. Si potrebbe chiedere l'intervento del presidente Napolitano che, come presidente del circolo, potrebbe trovare altri locali idonei e ugualmente prestigiosi». E dell'acustica? «Resta un angoscioso dubbio, il San Carlo era una scatola sonora perfetta. Non so questi interventi che ricaduta possano avere, né se l'eliminazione dei pozzi acustici sotto la platea possa essere un danno. Credo potremo sciogliere le riserve solo al termine dei lavori. Mi dicono che questi tecnici tedeschi che si interessano del problema sono i migliori, speriamo».