Roma-Milano, andata e ritorno. Gino Famiglietti, direttore regionale per i Beni Culturali, ha chiesto e ottenuto il trasferimento all' ufficio legislativo del ministero (da dove proveniva). Al suo posto, nell' ufficio di Palazzo Litta, arriva dal 15 novembre Mario Turetta, già sovrintendente del Piemonte. Famiglietti si era insediato a gennaio, al posto di Carla Di Francesco: undici mesi di lavoro e ora l' addio dettato da motivi personali. Ultimo atto, i nuovi acquisti per la Pinacoteca di Brera: due opere del pittore postgiottesco Spinello Aretino e una collezione di ritratti di Cesare Zavattini. L' addio Se ne va il funzionario protagonista delle polemiche su Greenaway al Cenacolo e sui restauri del Lirico Il sovrintendente Famiglietti: quadri giotteschi per Brera Ha osservato l' immagine culturale di Milano dall' ufficio a Palazzo Litta e l' ha trovata, almeno inizialmente, «un po' negletta». Ha lavorato meno di un anno, qui, con il pensiero che quell' immagine dovesse essere rinfrescata, rispolverata, perché «questa città è protesa verso il futuro, quel che sarà, ma guarda poco alle sue radici». Ecco. Gino Famiglietti lascia la Direzione regionale per i Beni culturali con un' operazione che vuole proprio recuperare il «prestigio del passato»: il rilancio della Pinacoteca di Brera. Il ministero ha appena acquistato due opere del pittore postgiottesco Spinello Aretino (1346-1410) e una collezione di ritratti di Cesare Zavattini, firmati dai maggiori artisti italiani del Novecento. È subentrato all' architetto Carla Di Francesco, a gennaio, e il 15 novembre lascia la direzione a Mario Turetta, già sovrintendente del Piemonte. Famiglietti torna su sua richiesta a Roma, nell' ufficio legislativo del ministero. Il bilancio di questi mesi, in Sovrintendenza, è discusso e controverso. C' è chi non ha gradito le scelte e i ritardi nel restauro della Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale e l' ambiguità delle decisioni sui box sotterranei; e chi invece sottolinea l' impegno per la nuova Brera, la gara avviata per la riprogettazione degli spazi espositivi, gli appalti per il Duomo di Cremona e quello di Pavia, l' accordo su Villa Reale di Monza e la tutela dei laghi di Mantova. «Non tocca a me giudicarmi, penso di aver fatto il mio lavoro nel modo più corretto possibile», osserva Famiglietti: «Credo che il bilancio sia positivo». Sono acqua passata, ormai, le polemiche di questi mesi. Tipo: il Cenacolo (inizialmente) vietato a Peter Greenaway. Vittorio Sgarbi ha definito Famiglietti un «dittatore» e non una volta sola. L' ex assessore ha criticato e duramente il vincolo integrato e rafforzato sul Teatro Lirico, tutelato in quanto alta espressione dell' architettura fascista. Il direttore regionale ha dichiarato «intoccabile» non solo quel che resta del Piermarini, ma anche l' opera di ristrutturazione anni ' 40 firmata dall' architetto Cassi Ramelli. Armando StellaI tesori della Pinacoteca Avviato il progetto di rilancio di Brera. Nel tondo: il direttore regionale Gino Famiglietti