Fuga dai sotterranei del Louvre l'acqua minaccia i tesori dimenticati Un labirinto di 8.500 metri quadri da svuotare. Gli oggetti saranno poi trasferiti La decisione riguarda anche altre gallerie storie che di Parigi. In ricordo del 1910 Statue, quadri, scatole di cartone, buste, frammenti di pietra, reperti ancora vagamente impacchettati, scaffalature in cui si ammucchiano preziosi documenti di vario tipo: i sotterranei del Louvre sarebbero certamente piaciuti a Jacques Prévert, autore di un celebre "Inventario" surrealista in cui accostava le cose più disparate. Gli sarebbe senz'altro piaciuto quell'affastellamento di oggetti simili e pur diversi, a volte catalogati e a volte in attesa di essere inseriti nell'ordine razionalista di un inventario. E sarebbe ancor più contento se potesse vedere in queste settimane i frenetici preparativi per difendere i tesori conservati nelle riserve da una possibile, ma non imminente, alluvione. L'ordine arrivato dal questore, infatti, è stato tassativo: una decina di musei devono mettere i loro tesori al riparo dai capricci della Senna. Decine di migliaia di oggetti da traslocare in tutti gli angoli disponibili del museo che non potranno essere raggiunti dalle acque. Un lavoraccio, cui i conservatori del museo si sottopongono con disappunto, perché le riserve sono il loro regno segreto: 8.500 metri quadri con migliaia di oggetti in cui lavorano da anni per mettere ordine. La creazione di una banca dati è ancora in corso e il trasloco rischia di rinviare alle calende greche il suo completamento. Non ci sono fantasmi nei sotterranei del Louyre, con gran scorno dei fanatici di thriller. Solo un labirinto di gallerie, dove si affollano impiegati in camicie bianco. La paura delle alluvioni sembrava cosa d'altri tempi. Certo, nel 1910 la Senna ha trasformato Parigi in un acquario, ma dopo i faraonici lavori avviati vent'anni fa da Francis Mitterrand per il Grand Louyre era lecito pensare che il pericolo fosse scongiurato. E invece no: nell'au-tunno scorso, i conservatori, allibiti, hanno appreso che i sotterranei possono essere invasi dalle acque del fiume. Al momento dei lavori avevano sollevato la questione, ma gli ingegneri avevano risposto seccamente che nonc'erano problemi grazie ai lavori effettuati sul Lungosenna. Purtroppo, non era vero. Gli esperti lo hanno detto chiaro e tondo in autunno, quando tutta la regione è stata messa in allarme contro la possibile alluvione, che può ripetersi una volta al secolo. Altri musei, a cominciare da quello d'Orsay, hanno subito cominciato a svuotare le riserve. Il problema più grosso, tuttavia, è quello del Louvre. La cosa più semplice sarebbe stato difendere le riserve con pareti a tenuta stagna, ma l'operazione sarebbe troppo costosa e in tempi grami per le finanze pubbliche è impossibile. Non resta che riportare in superficie gli oggetti più preziosi, in attesa di un trasloco verso depositi in periferia. Un'idea che fa rizzare i capelli in capo ai conservatori, perché spezza definitivamente la riorganizzazione delle riserve e il loro inventario. Ogni tanto, da quel labirintico mondo che abbiamo tante volte immaginato come il rifugio di Belfagor, salta fuori qualche tesoro nascosto. Soprattutto dalle carte, spesso ancora non identificate. Recentemente, in mezzo a un pacco di documenti è stato rinvenuto un testo di musicologia e un reperto rarissimo un partitura dell'antica Grecia. Una benedizione per gli studiosi, poiché ne esistono solo una cinquantina in tutto il mondo. Il trasloco renderà più difficile, se non impossibile, questo lavoro di catalogazione di tutti gli oggetti, compresi i frammenti, che una volta assemblati potrebbero fornire elementi decisivi per le ricerche archeologiche. Più facile, invece, il lavoro sulle statue e i quadri, tutti inventariati. Le sculture conservate nei sotterranei sono quasi il doppio di quelle esposte al pubblico, ma non ci sono tesori nascosti. I conservatori hanno già portato via quelle in gesso e in legno, più delicate. Quelle in marmo, più resistenti all'acqua, sono state imballate in attesa di trasloco. Le riserve del Louvre erano l'orgoglio del museo, proprio perché strettamente collegate alle sale pubbliche. Il direttore del museo, Henri Loyrette, capisce il disappunto dei conservatori, ma giustifica la decisione: «Lasciare tutte quelle opere d'arte in una zona a rischio è inimmaginabile».
Migliaia di reperti ancora da catalogare sono a rischio: la Senna potrebbe straripare
I sotterranei del Louvre sono in pericolo a causa dell'alluvione della Senna. I conservatori devono svuotare le riserve di 8.500 metri quadri, che contengono migliaia di oggetti, tra cui statue, quadri e documenti. Il trasloco è necessario per proteggere i tesori dal rischio di inondazione. La decisione è stata presa dopo che gli ingegneri hanno rilevato che i sotterranei possono essere invasi dalle acque del fiume. Altri musei, come quello d'Orsay, hanno già iniziato a svuotare le loro riserve. Il problema più grosso è quello del Louvre, che non può difendere le riserve con pareti a tenuta stagna a causa del costo e delle finanze pubbliche.
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