Fa discutere la denuncia penale contro il direttore del museo. Chiusi tre locali a Chiaia nella notte di Halloween Il Madre finisce in Procura Arte o discoteca, la città si divide. I vigili: "Fattore sicurezza" È pronta la denuncia penale sul caso del Madre con uninformativa dei vigili urbani per la Procura della Repubblica sullevento di giovedì scorso. Il comandante dei vigili dice: «Badiamo solo alla sicurezza», ma sulla questione la città è divisa. Il direttore del museo, Eduardo Cicelyn, chiede per domani un incontro con il Comune in vista della serata di giovedì prossimo, «autorizzata come tutte». Chiuse tre discoteche a Chiaia nella notte di Halloween, megarissa al Vomero. Il comandante dei vigili: "Decidono i magistrati" Lavvocato Polidoro difende il responsabile di palazzo Donnaregina Il caso del Madre arriva in Procura. Uninformativa dettagliata su cosa è accaduto giovedì nel museo è pronta per i magistrati. La denuncia penale parla di una discoteca allestita senza autorizzazioni. Il museo ribadisce che era un evento culturale programmato e autorizzato. «Noi abbiamo avuto una segnalazione chiara e siamo andati a verificare - spiega il comandante dei vigili, il generale Luigi Sementa - . Ora sarà la magistratura a valutare i gradi di responsabilità». E linchiesta potrebbe allargarsi. Sementa è lapidario: «I controlli vanno fatti. Li facciamo nei locali privati e tanto più in quelli pubblici, soprattutto se si parla di sicurezza». Secondo la relazione della squadra della polizia municipale che è intervenuta giovedì sera al Madre, non solo i locali «adibiti a discoteca erano privi di finestre e di sistema dareazione con problemi per la sicurezza» ma, durante il sopralluogo, «non è stato esibito neppure il certificato per la sicurezza antincendio rilasciato dai vigili del fuoco». A proposito di segnalazioni che vanno sempre verificate, quella del consigliere comunale di Forza Italia, Raffaele Ambrosino, di giovedì scorso, non era la prima arrivata al comando di via De Giaxa, né lultima. «Anche venerdì abbiamo avuto una segnalazione di un evento al Madre - dice Sementa - , siamo andati a controllare e invece era chiuso». Il museo non è sotto sequestro. Ieri e oggi, infatti, è rimasto aperto per i turisti del ponte di Ognissanti, fino a mezzanotte. Il direttore del Madre, Eduardo Cicelyn, denunciato come responsabile della struttura, ha incaricato della sua difesa lavvocato Riccardo Polidoro. «Fino alla tarda mattinata di sabato non ci risulta che sia stata depositata una informativa in Procura. Ora aspetteremo lunedì per capire di cosa si tratta e per verificare se i tempi di consegna e convalida sono stati rispettati»: questa la linea difensiva del direttore del Madre. Per domani Cicelyn ha chiesto un incontro in Comune. «Noi giovedì prossimo vorremmo comunque fare "Madrenalina", come tutti i giovedì - spiega - . Visto che io stesso ho chiesto tutte le autorizzazioni necessarie al Comune, che mi ha dato il via libera, senza convocare neanche la commissione di vigilanza. Per quanto riguarda, poi, il sistema antincendio, ho tutte le documentazioni». Il caso giudiziario, comunque, non perde le sfumature politiche. Luciano Schifone, consigliere di An, attacca Cicelyn: «Risulta evidente che sono state organizzate delle autentiche feste da discoteca, con unautorizzazione per attività culturali». Mentre Rosario Giudice, presidente della Margherita-Dl in Comune, parla di «miopia sulla questione del Madre e di colpe della collettività». Il disfattismo Ambrosino, capogruppo di Forza Italia al Comune "Ma quale cultura a rischio lincolumità di seicento persone" Nella mia denuncia non cè alcun intento distruttivo o disfattista voglio solo tutelare i cittadini Chiede chiarezza su quello che è successo e sul «conto delle presenze al Madre, che condizionano, poi, i finanziamenti pubblici». Raffaele Ambrosino, capogruppo di Forza Italia in Comune, è il grande accusatore. E lui che ha messo in moto i controlli dei vigili. Ora chiede al direttore del museo «onestà intellettuale e un "mea culpa"». Ambrosino, da cosa nasce la denuncia della festa di giovedì al Madre? «Io sono a favore di eventi che avvicinino i nostri ragazzi allarte e alla cultura; non sono, cioè, contrario a una serata in cui si balla e contemporaneamente si sperimentano forme darte, soprattutto in un museo pubblico, vista la scarsità di luoghi di aggregazione pubblici in città. Ma la serata di giovedì non era niente di tutto questo. Per parlare di arte anche utilizzando linguaggi inusuali bisogna prima di tutto fare le cose alla luce del sole e poi tenere conto della sicurezza, non radunare seicento persone in una strada stretta e in ambienti non idonei come ha certificato la polizia municipale. Nella mia denuncia non cè alcun intento distruttivo o disfattista, è dovere di un amministratore pubblico tutelare la cosa pubblica e lincolumità dei cittadini. E poi il mio timore è che le presenze allinterno del Madre per la serata di giovedì vengano calcolate come effettive presenze del museo. I finanziamenti pubblici sono legati agli ingressi e non mi sembra giusto se si fa numero così. Penso per esempio alla Regione, che preferisce finanziare il Madre, invece di restaurare il museo Filangieri». Ma lei come fa a essere così sicuro che fosse una semplice festa di Halloween e niente di più? «Cosa centra la cultura (o ancora meglio le proiezioni di video e di arte, come recita il nullaosta rilasciato dal Comune), con Halloween, con i bodyguard, le liste di ingresso, le drink-card, i Pr? A Napoli la cultura passa attraverso i Pr?». La settimana scorsa lei chiamò in causa il sindaco per un rave-party alla Mostra DOltremare. «Ritorniamo al primo punto, la sicurezza. Un anno fa alla Mostra dOltremare morì un ragazzo di 23 anni». Lei è molto duro anche con il direttore del Museo. «Se Cicelyn è consapevole che quella era una serata-disco è grave, se è inconsapevole è ancora più grave. Dovrebbe solo fare un mea culpa. E gli ricordo appunto la questione dei finanziamenti. Occorrere un gesto forte di onestà intellettuale». (cri. z.) Gli impianti Cicelyn, direttore del museo: "Infondate le accuse contro di noi" "Le forze dellordine non stabiliscono i limiti del concetto di cultura" Siamo tra i pochissimi spazi pubblici ad avere un moderno sistema antincendio e molte uscite di sicurezza Eduardo Cicelyn, direttore del museo Madre. Cosè accaduto esattamente giovedì sera? «La polizia amministrativa ha fatto irruzione nel Madre, sequestrando documenti contabili e notificandomi una denuncia: era in corso una serata "Madrenalina". I giovedì di bar, musica e video sono ormai frequentatissimi». Era tutto in regola? «In apertura di stagione avevamo inoltrato una dettagliata richiesta di autorizzazione. E dal Comune, dopo lispezione di rito, ci era giunta risposta positiva: siamo autorizzati a ospitare al massimo seicento persone in contemporanea nei locali. Il nostro Museo è forse uno dei pochi spazi pubblici napoletani perfettamente a norma, dotato di modernissimo sistema antincendio e di abbondanti uscite di sicurezza». Lei però è stato denunciato per violazione della normativa sulla sicurezza. «Sarà un gioco da bambini dimostrare linfondatezza di una simile accusa. Ma non possiamo non vedere che il nocciolo della questione non è questo. Per i poliziotti il Madre era autorizzato a svolgere eventi culturali e "Madrenalina" non sarebbe un evento culturale ma una discoteca abusivamente organizzata». Non è così? «Performance musicali e video artistici, luci soffuse (se no non si potrebbero vedere le immagini), ragazzi che girano tra le sale con un drink, qualcuno anche ballando al ritmo della musica: questo i poliziotti hanno visto. Il problema è però che loro non sanno nulla della selezione musicale e men che meno di quella video, fuori dai canoni commerciali e orientate alla documentazione delle scene artistiche più innovative». Si è trattato di un errore? «Non spetta alle forze dellordine definire i limiti del concetto di cultura. Chi si occupa di contemporaneo sa che i linguaggi della musica, del video, del corpo sono forme espressive pienamente legittimate da tantissimi anni: al pari della pittura, della fotografia, della scultura. Resto persuaso della necessità per una struttura culturale moderna di aprire le porte a ogni forma possibile di interazione con il pubblico giovanile. Come stiamo anche facendo con diverse associazioni culturali che lavorano sul disagio sociale. Cose che non fanno notizia e che non suscitano lindignazione dei benpensanti difensori di una presunta integrità dellarte e dei suoi luoghi». (a.t.)