Tre galleristi e un soprintendente si interrogano sul Madre: "Giusto allargare la conoscenza ai giovani" La ballata dellarte negata "Riqualificare il quartiere come il Guggenheim a Bilbao" "La musica è importante però lidentità viene dalle opere esposte" La discoteca nel museo. Un drink e un commento sulle opere esposte. Un ballo sfrenato e quattro passi nelle sale. Labilità di un dj messa magari a confronto con quella di un artista. È davvero questo che desta tanto scandalo? «Nessuno pensa che la cultura non possa essere anche musica, cinema e teatro: occorre però attenersi alle misure di sicurezza e rispettare i vicini», sostiene Nicola Spinosa, soprintendente speciale per il Polo museale di Napoli. «Semmai il vero problema del Madre è il contesto. Non credo che gli abitanti della zona siano benpensanti che hanno un concetto di arte diversa da quella di Cicelyn: ho limpressione che abbiano ben altri problemi. La polemica, messa in questi termini, non ha fondamento: si fa abitualmente musica e teatro a Capodimonte, al Maschio Angioino, a Castel dellOvo. Il problema, lo ripeto, è nel contesto sociale, che dalla presenza del Madre non ha ricavato vantaggi: ma sono processi che hanno tempo lunghi. E comunque la responsabilità non può essere attribuita al direttore del museo. Vuole un esempio? Il Guggenheim di Bilbao, in Spagna, è servito a riqualificare un territorio difficile. Prima quella parte della città affondava nel degrado: ora è rifiorita, ci sono ristoranti, bar e locali per giovani. Ma intorno al museo, non dentro». Per il gallerista Alfonso Artiaco, «il fatto che in un museo ci sia una discoteca è una scelta piuttosto originale: posso capire le motivazioni di Cicelyn, che però non si deve meravigliare se qualcuno storce il naso. Ma non credo a questa storia dei benpensanti che si scagliano contro la profanazione del tempio. La cosa non sta in questi termini. E buttarla in politica non mi sembra interessante». E allora, quali sono i termini della questione? «Penso che un museo debba essere aperto a una multi-disciplinarietà, ma non sono daccordo con chi sostiene che tutti i linguaggi artistici possano stare sullo stesso piano. Dipende, ci sono gruppi musicali i cui videoclip sono ispirati ad artisti interessanti oppure addirittura realizzati con il loro contributo: penso, per esempio, ai Subsonica. Se la discoteca serve a incrementare il pubblico in un museo ben venga, ma i parametri di sicurezza vanno rispettati. Al posto di Eduardo però farei anche qualche considerazione in più sullidentità del museo: al museo lidentità gliela danno le opere, e questo vale maggiormente per una struttura pubblica, che deve conservare un profilo istituzionale più definito rispetto a un museo privato». Un altro gallerista storico, Peppe Morra, non esita a manifestare la sua solidarietà al direttore del Madre. «Ho avuto anchio problemi simili negli anni Settanta e trovo assurdo che cose del genere possano ancora accadere», dice Morra. «Magari la musica che si ascolta in discoteca non è arte, ma è sempre giusto allargare i confini della conoscenza. Con il Madre sono anche in polemica, a Cicelyn rimprovero la mancanza di unidea di gestione. Ma oggi sono totalmente dalla sua parte. I giovani devono essere avvicinati alla conoscenza, è importante fare in modo che si aggreghino e siano messi a contatto con cose diverse da quelle a cui sono abituati». Da Milano, dove vive la maggior parte del tempo, Mimmo Scognamiglio sottolinea che «i vigili urbani non possono definire cosa è cultura e cosa non lo è. Certamente il museo devessere un punto dincontro, poi sta alla bravura e alle capacità del direttore farlo funzionare nel mondo migliore». Dunque, anche in questo caso, solidarietà a Cicelyn? «Sì, se utilizza gli spazi per fare incontrare i giovani e avvicinarli allarte. Tutto pienamente legittimo. A patto ovviamente che avvenga nel rispetto delle norme di legge e anche nel rispetto del luogo in cui ci si trova. Cicelyn sta cercando di coinvolgere i giovani, di far diventare il Madre un luogo dove possano incontrarsi, informarsi e discutere. E credo proprio che tutto ciò sia positivo».