Livorno Ferraris, tutto il paese collabora allallestimento Livorno Ferraris ricostruisce una storia lunga cinque secoli: quella delle donne che a giugno arrivavano da tutta Italia per lavorare nellacqua melmosa delle risaie a mondare le piante dalle erbacce. Lo fa creando un museo delle mondine in quella che è una delle più belle cascine del Vercellese: la tenuta Colombara. Con laiuto di tutti gli abitanti del paese Nel Vercellese La gente del paese coinvolta nella raccolta degli oggetti che hanno segnato unepoca Livorno Ferraris ricostruisce una storia lunga cinque secoli Palcoscenico la tenuta Colombara dove ancora oggi si produce riso e si insegna a coltivarlo Alla stazione ferroviaria di Livorno Ferraris, nel mese di giugno, scendevano migliaia di ragazze. Arrivavano dallEmilia, dal Piacentino, dal Veneto. Arrivavano da famiglie poverissime e si fermavano nelle cascine per la monda del riso. Un lavoro duro: quaranta giorni nellacqua melmosa, dallalba al tramonto, chine sotto il sole cocente, per sradicare le piante infestanti con le dita. Un lavoro conteso tra le donne del posto e quelle di fuori, viste con sospetto perché accusate di lavorare per paghe da fame, rovinando il mercato. Livorno Ferraris è un paese di risaie da più di 500 anni. Da quando i padri cistercensi della vicina Abbazia di Lucedio introdussero la risicoltura, cambiando radicalmente il paesaggio agrario. E risale al 500 una delle cascine più belle del Vercellese, la Tenuta Colombara. Una porta ad arco e due alti torrioni introducono nella vasta corte ormai vuota, costeggiata dalle stalle, dalle scuderie, dalle stanze dei fattori. Nei periodi di maggiore attività la Colombara ospitava più di trecento mondine. Mario Donato, che in quegli anni era un ragazzino, le ricorda con i cappelli di paglia, le gambe nellacqua fino al polpaccio, i gonnelloni legati ai fianchi prima e poi, con larrivo delle emiliane, i pantaloncini. E le ricorda cantare bandiera rossa ballando in circolo attorno alla chiesa, per provocare il parroco del paese. Insieme agli operai, le mondine sono state protagoniste di lotte coraggiose e importanti per la conquista dei diritti dei lavoratori, come quelle del 48, partite dal quartiere più povero di Livorno, il rione SantAgostino, non a caso soprannominato "il Cremlino". Oggi, come presidente della Pro loco di Livorno Ferraris, Mario ha iniziato a lavorare insieme con il produttore Piero Rondolino per creare un piccolo museo che possa raccontare quegli anni, la vita quotidiana di allora, la fatica di donne e uomini che a quarantanni erano già vecchi, stremati dal lavoro. Coinvolgendo la gente del paese, ha raccolto gli oggetti di allora: nel "dormitorio delle donne" ha sistemato le brande delle mondine, i vestiti a fiori, i giornali femminili. Poi ha ricostruito meticolosamente la scuola (con i banchi, la lavagna, il pallottoliere, i vecchi quaderni?), il laboratorio del sellaio, del fabbro? Niente di spettacolare o retorico. Nessun investimento grandioso. Solo gli oggetti donati dalle famiglie e rimessi al loro posto. Tutti hanno offerto qualcosa volentieri, con fiducia: daltra parte Mario è figlio di quei luoghi e di quegli anni. Lo zio era cavallante alla Colombara, la madre, le zie e le cugine erano mondine. «Lodore del cavallo che mio zio portava sempre con sé, mescolato a quello di ris e coi, è uno dei ricordi più vivi della mia infanzia». Da ragazzino faceva il postino per le mondine e recapitava i giornali nelle camerate: Grand Hotel, Bolero, Cine Illustrato? E come tutti gli altri bambini spiava le ragazze verso sera, quando si lavavano nude nei fossi: «arrivavano al cascinale con una cassetta di legno ? racconta ? dentro cerano il vestito della domenica e pochi altri stracci. Ogni sera lavavano i panni e li stendevano ad asciugare per poterli usare il giorno dopo». A Livorno Ferraris le ultime mondine sono arrivate nel 65: erano di Salerno perché al nord nessuna ragazza voleva più fare un lavoro del genere. Poi, sono state sostituite dai diserbanti. Il contrasto fra il silenzio e gli spazi di oggi e la memoria del trambusto di ieri sono il vero fascino di questo piccolo museo. Spazi e silenzio che hanno ispirato diversi artisti. Nella tenuta, sono esposte anche le sculture simboliche dello scultore uruguayano Ricardo Santerini, che ha vissuto qui diversi anni, e quelle dellartista tedesca Claudia Haberkern, che alla Colombara ha organizzato il suo atelier. La Colombara è arte, memoria, scuola (dal 2004 è sede didattica dellUniversità di Scienze Gastronomiche), ma allo stesso tempo è una realtà economica viva, esemplare. Un raro esempio di filiera completa del riso: dalle coltivazioni al prodotto finito. Lazienda di Piero Rondolino è attiva e produce uno dei migliori risi dItalia esportato in tutto il mondo: un riso Carnaroli certificato biologico che ? prima di essere lavorato delicatamente con lelica - stagiona anche tre anni, proprio come un grande vino rosso. Per visitare lecomuseo, rivolgersi a Mario Donato, 333 7942066
PIEMONTE - Cinque secoli di mondine il museo creato dalla gente
Livorno Ferraris è un paese di risaie nel Vercellese, dove le donne, noti come mondine, lavoravano per cinque secoli. La storia di queste donne è stata raccontata attraverso un museo allestito nella tenuta Colombara, dove ancora oggi si produce riso e si insegna a coltivarlo. Il museo è stato creato grazie all'iniziativa di Mario Donato, presidente della Pro loco di Livorno Ferraris, che ha coinvolto la gente del paese nella raccolta degli oggetti che hanno segnato un'epoca. Il museo esibisce oggetti come le brande delle mondine, i vestiti a fiori e i giornali femminili, e ricostruisce meticolosamente la scuola e il laboratorio del sellaio.
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