Le Siècle per antonomasia: il Seicento. Affascinante, complesso, combattuto fra la vita esteriore e quella interna, fra la realtà e il pensiero, fra concetto etico e costume, fra natura e sentimento. Contrasti mascherati dal germe del rinnovamento e dove la religione e i suoi simboli spesso si travestono di pregiudizio. Ma anche un Seicento pieno di contraddizioni, tra gli sfarzi della Roma dei papi o quelli della corte di Versailles, dove scienza e filosofia sono stati strumenti utilizzati da Luigi XIV per accrescere il suo prestigio internazionale. Il rovescio della medaglia: la povertà delle periferie cittadine e ancor di più quella delle piccole comunità di provincia considerate zone marginali con condizioni di vita sociale al limite della vivibilità. Il saggio dal titolo Il Seicento in Sicilia - Aspetti di vita quotidiana a Petralia Sottana, Terra Feudale, scritto da Francesco Figlia ripercorre questo periodo storico (edizioni dell' Officina di Studi Medievali di Palermo, 162 pagine, 15 euro). Austera e minuziosa, la ricerca condotta da Figlia è forbita di racconti con un' analisi puntuale di documenti d' archivio e fonti dirette che riguardano soprattutto la vita materiale, aspetti culturali, storici, sociali, artistici e iconografici di Petralia Sottana e dei suoi abitanti. Una micro realtà, una micro storia secentesca, sintesi perfetta degli eventi che riguardano le vicende salienti di un antico centro delle Madonie con una proiezione delle stesse esperienze in una descrizione complessiva della Sicilia dell' epoca. L' ottuagenario scrittore madonita è alla sua sesta fatica letteraria, un lavoro diverso dai precedenti nei quali ha analizzato con metodologia scientifica e storica vari periodi legati a particolari eventi. Il materiale oggetto dello studio sociologico è stato raccolto attraverso vecchi atti notarili, e soprattutto giudiziari, settanta polverosi faldoni di circa cinquecento pagine cadauno. Il '600 è un periodo molto difficile per il recupero dei documenti, in quel periodo, infatti, la scrittura chiara e leggibile degli amanuensi cede il passo alla scrittura calligrafica dei singoli; la lettura è inoltre resa più ardua dall' utilizzo di una carta molto trasparente, che ne confonde i caratteri con le scritture retrostanti. Per questo gli studi di Figlia e dettagliati appaiono in tutta la loro preziosità, perché ci regalano il piacere dell' aneddoto, il racconto di vita quotidiana insieme alla perizia, allo studio tecnico e minuzioso del frammento, del documento, oltre all' attenzione acuta al significato antropologico dei cambiamenti, vissuti anche e soprattutto attraverso gli occhi della gente. Il testo, di facile consultazione riesce a coinvolgere il lettore, portandolo a ripercorre assieme all' autore gli usi e o costumi del periodo. Arricchito di storie di vita quotidiana e di aneddoti alcuni talmente comici, nella loro semplicità, da strappare un sorriso. Uno spaccato di vita in un' epoca in cui i contrasti insorgevano anche per semplici banalità. In questa chiave divulgativa, Figlia si sofferma anche descrivere i pasti consumati, con le dovute differenze, tra le famiglie povere e quelli luculliani consumati dai notabili del paese. Una singolare curiosità che dal Seicento ci proietta ai giorni nostri riguarda la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Già in quel tempo gli amministratori avevano pensato alla raccolta porta a porta, almeno durante le festività, e allora come oggi, a Castelbuono, con gli asini.