Levata di scudi al seminario delle Acli sugli orientamenti per la tutela e la valorizzazione del monumento. Assenti la Petrenga e il capogabinetto del ministro Bondi CASERTA - Sala Giunone affollata per l'incontro promosso dal Circolo Acli Vanvitelli su "Tutela e valorizzazione del Patrimonio: orientamenti attuali per la Reggia vanvitelliana". Non c'è il capo gabinetto del ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi (Michele Zannini, che modera, legge un telegramma di Salvatore Nastasi, che augura buon lavoro). Non c'è Pio Baldi, direttore regionale (lo sostituisce Anna Capuano). Non c'è, in quella che si può definire "casa sua", la deputata azzurra Giovanna Petrenga, qui soprintendente e poi direttrice con Enrico Guglielmo prima dell'ingresso nel listino del Pdl della Camera. E' proprio l'attuale soprintendente ad aprire il dibattito. La denuncia di Guglielmo: da 45 giorni lavori sospesi nella piazza Carlo III Guglielmo apre il quaderno delle doglianze, facendo il dietrologo e l'analista dei media casertani (parla dei giovani giornalisti, precari delle redazioni, per lui spesso condizionati su cosa scrivere e non scrivere). Si interroga sul perchè solo recentemente i giornali si siano occupati di un degrado storico del monumento, proprio ora che "la soprintendenza fa sforzi per risolvere tutte le problematiche esistenti da anni". Si chiede perchè nessuno scriva che "da un mese e mezzo sono sospesi i lavori nella piazza antistante la Reggia, uno stop che ci penalizza". Sembra l'avvio di un'ennesima salita sul ring contro il sindaco Petteruti. Guglielmo è contro la gestione straordinaria della Reggia. "Ci vuole l'ordinarietà", ripete più volte, elencando minuziosamente le voci della manutenzione (750mila euro all'anno, ce ne vorrebbe il doppio), a fronte di entrate per 1 milione 600mila euro, tutte acquisite dal ministero e ritrasferite a Caserta per meno della metà, con procedure macchinose che accreditano le somme solo in autunno. E' una Reggia senza risorse umane e finanziarie quella che emerge dal suo racconto (a Capodimonte 20 storici dell'arte, qui uno solo, appena da poco rafforzato da due funzionari)."No al commissariamento e alle fondazioni", ribadisce. Per una buona tutela, per lui, basta "l'autonomia gestionale e scientifica" della soprintendenza. La denuncia di Abita: tra tre anni ministero con un decimo delle attuali risorse. Una proposta: la Reggia al premier Salvino Abita è il collega di Guglielmo che regge le sorti dei Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici di Napoli e Caserta. Va subito al sodo: "Viviamo nell'oscurità circa i desiderata del ministro Bondi e dei suoi uffici". Il disegno della finanziaria per il 2011, dice, "prevede tagli per il ministero da 600 a 60 milioni". Nulla di buono per il futuro dei beni culturali, insomma. Da qui la sua proposta, che assicurerebbe risorse per la tutela e per la valorizzazione: l'acquisizione della gestione in capo alla presidenza del Consiglio. La Reggia, che già ospitò il summit del governo Prodi e che fu anche prestigioso scenario dei Grandi della Terra, sarebbe stabile sito per gli appuntamenti nazionali e internazionali del governo, non rinunciando ai flussi ordinari del turismo culturale. "Ciò impedirebbe anche - chiosa - che Caserta continui a perdere le sue opere, come il quadro di Francesco II e della sua famiglia, da anni a Capodimonte". Pagano: soprintendenza senza rendiconti sulle entrate della legge Ronchey Mario Pagano è il soprintendente per i Beni Archeologici di Caserta e Benevento, ospitato da Guglielmo a Palazzo Reale. "Dopo la riforma a costo zero - spiega - lavoriamo a costo sottozero". "C'è un caos nei rendiconti sulle entrate che alle soprintendenze spetterebbero per gli effetti della legge Ronchey", è il suo allarme. E poi racconta di burocrazia da preistoria della pubblica amministrazione: se uno straniero vuole comprare una fotografia della Reggia, deve pregare un italiano di recarsi alla Banca d'Italia per fare il relativo pagamento e per far consegnare la quietanza in originale alla Reggia, i cui addetti la spediranno a Roma senza riceverne, forse mai, il corrispettivo. "Eppure - è la sua considerazione amara - questa Reggia è il luogo ideale nel quale potrebbe essere attratto anche il turismo locale, se solo si avviasse un'educazione alla lettura del territorio attraverso i mille racconti che il monumento può ispirare". Capuano: la Reggia nella rete delle residenze reali europee L'architetto ha lavorato, per la direzione regionale, al Pit Grande Reggia e quindi conosce le potenzialità e le opportunità che possono derivare al monumento da una visione extra-nazionale. "Lavoriamo da sei anni - dice - con i fondi europei per un ampliamento dei progetti di cooperazione transnazionale, ci sono i presupposti affinché il monumento entri nella rete europea delle residenze reali. E' questa la strada giusta: nonostante vari studi di fattibilità, la via della fondazione non si è rivelata utile". "La Reggia - conclude - può salvarsi con l'autonomia gestionale". Iacono, Italia Nostra: autonomia gestionale Maria Rosaria Iacono, attuale presidente provinciale di Italia Nostra, auspica "ampia autonomia amministrativa, contabile, scientifica" con 10 linee guida: ampliamento dei percorsi museali, riorganizzazione interna, individuazione di altri usi per i locali non museali, potenziamento dell'accoglienza, calendarizzazione delle attività, progetti educativi, costituzione di fondi speciali, realizzazione di nuovi servizi, formazione a pagamento, privatizzazione di trasporto e visite guidate e ripristino del vivaio del Giardino Inglese. Graziano: la Reggia nel question time della Camera Stefano Graziano, deputato del Pd, si rammarica dell'assenza della Petrenga (formulatrice di una proposta di legge illustrata a Caserta giorni fa) e spiega di aver voluto, con la sua interrogazione a Bondi del 30 luglio "accendere i riflettori del Parlamento su una questione ormai ineludibile", dicendosi anche scandalizzato "per un federalismo alla rovescia, che acquisisce a Roma risorse frutto del lavoro svolto a Caserta". Graziano è pronto a mettere il suo impegno e quello del suo gruppo parlamentare al servizio di una soluzione condivisa. "Ma i tagli cui accennava Abita - aggiunge - non ci annunciano intenti positivi del governo sulla materia". "Qui, a Caserta, intorno alla Reggia - dice - c'è un grande cuore che batte per questo monumento. Ma non è solo una questione di casertanità, la Reggia è un patrimonio mondiale e necessita di atti immediati, che pure sono possibili con un decreto. Mi batterò perchè il governo ne sia chiamato a rispondere nel question time della Camera". Sull'interrogativo pubblico-privato, infine, il deputato non ha dubbi: "E' lo Stato che deve guidare i processi di tutela e di gestione del monumento". (Ha collaborato A.V.)
Caserta News
27 Ottobre 2008
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CASERTA Beni Culturali, tagli del governo da 600 a 60 milioni. Quale futuro per la Reggia?
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