E' stato presentato ieri mattina nella sede del museo civico il restauro del quadro "David e Golia" (foto) attribuito a Domenico Zampieri, detto il Domenichino, pittore bolognese del XVII secolo. Il lavoro complesso svolto dalla restauratrice Letizia Bruscoli, con la supervisione dell'ispettrice della Soprintendenza delle Marche Maria Rosaria Palazzi, ha permesso di riportare alla luce i colori originali, nascosti sotto lo strato di sporco che il precedente restauro, eseguito negli anni '70 non era riuscito a rimuovere, andandolo invece a ricoprire con una coltre di vernice e creando una barriera protettiva che, se da una parte, ha impedito per anni di godere appieno dell'opera, dall'altra, ha preservato nel tempo il colore originario. Alla presentazione sono intervenuti anche la direttrice del museo civico Raffaella Pozzi, che ha ricordato l'impegno, portato avanti insieme all'Amministrazione comunale, nel restauro delle opere, e il sindaco Stefano Aguzzi. "Lo scorso anno ci siamo concentrati sulle ceramiche, proseguiremo nei restauri con il farsetto di Pandolfo Malatesta ha annunciato in previsione dell'ampliamento del museo, su cui cominceremo a ragionare non appena palazzo de' Cuppis non sarà più sede universitaria, vorremmo coinvolgere anche privati e fondazioni nella tutela del patrimonio artistico fanese lanciando l'idea "Adotta un quadro". Il dipinto del David con la testa di Golia, che faceva parte della raccolta di Guido Nolfi artefice del soggiorno del Domechino a Fano, per affrescare la Cappella di famiglia nel Duomo negli anni 1618-19, è citato nel suo testamento in forma anonima. I maggiori studiosi la attribuiscono al Domenichino e anche il recente restauro sembra confermare questa tesi.