Si trova nel palazzo ex-Esa, in via Beato Bernardo, ceduto al fondo immobiliare di Pirelli Re e ripreso in affitto La vecchia "filiale" a Palazzo Minoriti in via Etnea non sarà soppressa ma diventerà luogo di rappresentanza del parlamento regionale Interrogazione del Pd sul giornale istituzionale allegato ai quotidiani "Spesa inutile a carico della collettività" Era il simbolo di uno dei paradossi della Regione immobiliarista: un palazzo ceduto al fondo di Pirelli Re e ripreso in affitto sebbene quasi del tutto inutilizzato. Lamministrazione pagava ugualmente un canone. Vuoto per pieno. Ma da ieri ledificio catanese dellEsa (ente peraltro prossimo alla soppressione) ospita la sede distaccata della presidenza della Regione. Il governatore etneo Raffaele Lombardo porta gli uffici vicino casa. Cera già un piccolo presidio istituzionale a Palazzo Minoriti, in via Etnea, che però accoglieva una "filiale" dellufficio stampa. Quei locali adesso diventano luogo di rappresentanza dellArs e la bandiera del governo sventola in via Beato Bernardo, al primo piano del grande palazzo dellente di sviluppo agricolo. Un auditorium, una sala conferenze spaziosa e una decina di stanze: eccolo, il nuovo regno di Lombardo benedetto ieri dal vescovo di Acireale Pio Vigo. Il governatore tiene a sottolineare che «la sede della Regione era e resterà a Palermo». «Però - aggiunge - questa nuova sede è una grande risorsa: qui il presidente, gli assessori, ma anche i sindaci della provincia potranno più agevolmente, senza recarsi per forza a Palermo, incontrare le istituzioni regionali». Lombardo prospetta anche la possibilità di concedere questi uffici, su richiesta, a parlamentari, sindaci, associazioni. Ma lobiettivo è più ambizioso: il palazzo dellEsa, che ha ancora molti locali disponibili, dovrebbe diventare un vero e proprio centro direzionale della Regione. «Il progetto è di aprire a Catania sedi distaccate dellAgricoltura, dellIndustria, anche del Bilancio», dice il ragioniere generale Enzo Emanuele. «Credo che qui potremo concentrare una serie di uffici regionali importanti - conferma Lombardo - per i quali paghiamo le locazioni. Quindi, risparmiando, concentriamo in questunico palazzo una buona parte dei servizi che dobbiamo rendere ai cittadini». Se il baricentro della politica e dellamministrazione catanese si sposta ancora un po di più verso lEtna è anche un fatto di risparmi, insomma. E daltronde, proprio grazie alloperazione Pirelli Re (per la quale la Regione paga canoni di locazioni pari complessivamente al 7,95 per cento del valore dei 34 immobili ceduti) il costo degli affitti, per lamministrazione, è cresciuto lanno scorso da 17 a 40 milioni di euro. Con altri paradossi. Come i tre milioni versati ogni anno per laffitto di due beni confiscati alla mafia, ovvero i palazzi che ospitano a Palermo gli assessorati ai Beni culturali e alla Cooperazione. Razionalizzare, tagliare le spese. E il diktat di Lombardo. E, magari, rendere la Regione un po più catanese. A Palermo, daltronde, il governatore rifugge i lussi. E nel capoluogo ha deciso di soggiornare a Palazzo dOrleans, in un mini appartamento in cui lunica concessione agli agi è una sala doccia con tutti i comfort che pare si avvicini alla sauna tanto amata dal presidente. Certo, rinunciare alla grandeur vagheggiata nel passato costa: lappartamento presidenziale voluto da Cuffaro, completato nello scorso gennaio al termine di lavori da 150 mila euro, resta quasi inutilizzato. Ogni tanto il presidente o qualche suo collaboratore riceve lì qualche visitatore. La sua dependance, Lombardo, ce lha a Catania. La Regione che supera i suoi vecchi confini. Che il presidente vuole fare conoscere oltre lo Stretto attraverso una pubblicazione da allegare a Libero e il Riformista. I due parlamentari del Pd, Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo, in uninterrogazione chiedono «se sia opportuna in una fase di doveroso contenimento dei costi della politica, questa ulteriore spesa finalizzata alla propaganda dellattività del governo, comunque espressione di una parzialità politica ancorché maggioritaria, a spese dellintera collettività siciliana». La presidenza della Regione replica affermando che si tratta di «comunicazione istituzionale, cosa antitetica alla propaganda politica» e che «i fondi da destinare a queste iniziative sono gli stessi in bilancio da oltre dieci anni». Ma la cifra resta ignota. e.la.