CAGLIARI. La tregua politica nel Centrosinistra e in particolare nel Pd sembra reggere e in consiglio regionale si sono sbloccate le votazioni sulla legge urbanistica: ieri, senza alcun intralcio, sono stati approvati i primi quattro articoli. I temi più «caldi» non sono ancora arrivati, ma nella maggioranza il «gruppo di lavoro» si è rimesso all'opera per perfezionare l'intesa trovata mercoledì sera. Già mei primi articoli c'erano argomenti forti, come il principio del silenzio-assenso (che sarà normato in un successivo articolo) o come il criterio di compensazione e perequazione (che punta a evitare le speculazioni anche a danno di altri privati o di altri territori). Sono punti su cui Rifondazione comunista aveva espresso contrarietà: la battaglia vera, però, sarà nelle prossime sedute. L'incidente di due giorni fa (la rissa sfiorata nel Centrosinistra, con il Centrodestra che ha fallito di pochi voti l'affossamento della legge nel primo scrutinio) ha sicuramente convinto la maggioranza a ricompattarsi almeno nella facciata. Renato Soru (che era sostenuto solo da metà Pd e da Rifondazione) ha dovuto rinunciare alla richiesta di rinviare il testo in commissione, mentre l'altra parte del Pd, più Sinistra democratica, Partito socialista, Pdci e Italia dei valori hanno espressso soddisfazione per essere riusciti a far prevalere la logica dell'alleanza larga. C'è da tener presente che il confronto sull'urbanistica ha assunto molti significati politici (alleanza più o meno larga) in vista delle elezioni ed è forse per questo che Soru preferiva rinviare tutto. Cinque consiglieri regionali tra quelli che hanno lavorato per ricompattare la coalizione in questa circostanza hanno colto l'occasione per avviare una discussione pubblica. Precisando di non voler parlare a nome dei rispettivi partiti, Silvio Lai (Pd), Antonello Licheri (Sd), Giommaria Uggias (Idv), Tore Serra (Pdci) e Pierangelo Masia (Ps) hanno diffuso un documento per dire che «la politica del Centrosinistra riprende il cammino». Sostengono che «la votazione di mercoledì in un contesto di grave tensione rappresenta un passaggio di grande maturità, è infatti l'insieme del Centrosinistra del 2004 che si è fatto carico di superare le tensioni presenti nel Pd e in Rifondazione, evitando prima la bocciatura della legge, facendo mancare il numero legale, di fronte all'assalto delle opposizioni, e poi votando con una compattezza assente da molti mesi, da Rifondazione alla Sinistra autonomista, dall'Italia dei Valori al Partito socialista sino al Pd». L'obiettivo è un «nuovo Centrosinistra che guardi ai confini più ampi del sardismo e del cattolicesimo popolare, per contrastare le destre che hanno fallito il governo della società globalizzata ». A loro avviso «anche in Sardegna è in atto un dibattito sulla democrazia e sulla partecipazione dei cittadini che attraversa il tema del rapporto tra assemblee ed esecutivi» e che coinvolge anche il «ruolo delle primarie». I firmatari dicono no al «democrazia-decisione che punta a un conflitto permanente nelle istituzioni e nella società». Questi sono «temi decisivi che non possono essere ridotti al confronto interno al Pd o alla conferma o meno del presidente». Ciò che è avvenuto mercoledì in Consiglio «ha un solo significato: ci sono esponenti nel Centrosinistra, e non solo, che hanno fatto vincere l'autonomia e la responsabilità, che hanno l'idea che la Sardegna ha bisogno di dialogo e non solo di contrapposizione, che il Centrosinistra è l'unica forza che può dare una risposta alle incertezze dell'oggi, che per vincere ha bisogno di una alleanza tra soggetti politici veri e non occasionali, con pari dignità».