ORISTANO. «La Regione faccia un passo indietro e trovi un'alternativa allo sfratto del Museo della scultura in Sardegna». Le parole non sono esattamente queste, ma è il senso dell'interpellanza che il consigliere regionale di Rifondazione, Paolo Pisu, ha rivolto all'assessore agli Enti locali, Gian Valerio Sanna. La vicenda è quella dello sfratto dal piano terra di Palazzo Arquer del consorzio di cooperative sociali Coinè, che dieci anni fa ottenne in comodato d'uso quei locali per organizzare iniziative a sfondo culturale e allestire il Museo della scultura. Museo che doveva ospitare, secondo i progetti del consorzio, guidato dal professor Luigi Taras, opere d'arte realizzate da artisti isolani nell'Ottocento e nel Novecento. In realtà, già alcune sculture trovarono esposizione nei bei locali che si trovano in pieno centro storico. Dieci opere d'arte che inizialmente si trovavano negli uffici amministrativi della Regione e che finalmente avevano trovato un collocazione che ne permettesse la fruizione a un pubblico più ampio. Di più. la Provincia, per allestire meglio gli spazi espositivi, acquistò delle attrezzature per una spesa di circa 15mila euro. E mentre quei locali continuavano ad essere punto di riferimento importante per la città, ospitando, sempre a titolo gratuito, rassegne e iniziative culturali, spesso organizzate da enti pubblici, gli spazi a disposizione già nel corso degli ultimi anni si sono ristretti. Prima la Regione ha sistemato archivi e scaffali, qualche mese fa si è scoperto che in programma c'è addirittura il trasferimento degli uffici del governo del territorio, attualmente ospitati nei palazzi Saia. Circa un mese fa si scoprì casualmente come la Regione, ed in particolare l'assessorato alla pubblica istruzione, avesse in programma di sfrattare il museo. Fu un artista oristanese, Antonio Marchi, a rivelarlo per primo ai giornali. In quei giorni, infatti, era stato invitato dal personale in servizio presso il palazzo a non allestire più una mostra che aveva già in programma da tempo, con tanto di autorizzazione da parte del consorzio Coinè per l'utilizzo degli spazi. La questione ora approda nei banci del Consiglio regionale, con l'interrogazione di Rifondazione comunista, che chiede lumi. Paolo Pisu non esita a criticare la scelta di trasformare l'area museale in uffici. «È uno spazio di pregio, eccezionale dal punto di vista architettonico e storico, sicuramente sprecato qualora venisse adibito all'uso prospettato, per di più in un contesto nel quale è forte la necessità di spazi sociali e di crescita culturale».
ORISTANO - Palazzo Arquer: interpellanza di Pisu No allo sfratto del museo della scultura
La Regione ha in programma di sfrattare il Museo della scultura in Sardegna, che si trova in un edificio storico a Palazzo Arquer. Il museo è stato creato dieci anni fa con il consorzio di cooperative sociali Coinè, che aveva ottenuto in comodato d'uso gli spazi per organizzare iniziative culturali e allestire mostre. Il museo ospita opere d'arte realizzate da artisti isolani e ha un pubblico più ampio rispetto agli uffici amministrativi della Regione. La Provincia ha acquistato attrezzature per gli spazi espositivi e la Regione ha sistemato archivi e scaffali.
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