«Ecco i veri obiettivi della Casa del re» Le motivazioni del giudice dietro il sequestro della Natural valley Il gip parla di lottizzazione abusiva, di «vendita a privati delle case mobili»; e di «numerosi profili di illiceità penale dell'operazione gestita dalla società col coinvolgimento di pubblici ufficiali» «Numerosi e consistenti profili di illiceità penale dell'operazione gestita dalla società "A casa del re" con il coinvolgimento di pubblici ufficiali, tali da fondare anche un quadro cautelare di assoluto rilievo». Questa, unita alla necessità di «impedire la prosecuzione e ultimazione dei lavori», la motivazione con cui il giudice delle indagini preliminari Sandra Lombardi ha ordinato il sequestro preventivo del villaggio new age in costruzione nei boschi di Riparbella. Il giudice ha dato corso alla richiesta del sostituto Carmen Santoro (poi trasferitasi a Bergamo e sostituita da Carla Bianco). Tra gli indagati, il primo della lista è ovviamente il patron dell'operazione Natural valley: Stefano Stefanini, 52 anni, sassarese, residente a Massarosa. Gli indagati. Leader della onlus Homo Sapiens (sede a Viareggio, 1.500 soci, si occupa di medicine naturali e complementari) Stefanini è tra gli amministratori della srl "A casa del re", una delle quattro società che ruotano attorno alla Homo Sapiens e portano avanti il «sogno» del Pantano. "A casa del re" risulta proprietaria del terreno e committente dei lavori. Stefanini è indagato in concorso con altri amministratori della stessa società: Stefano Paolo Griselli (54 anni, cecinese) e Carlo Pistolesi (50 anni, di Pontedera). Gli altri sono Luciana Orlandini (44 anni, di Cecina, geometra del Comune di Riparbella), Salvatore Antonio Morganelli (35 anni di Poggio a Caiano, rappresentante della ditta esecutrice delle opere edilizie), Matteo Martino (della ditta Ludi srl, esecutrice delle opere edilizie), Marco Martino (Marco edilizia srl, esecutrice delle opere di fondazione); e del geometra lucchese Fabrizio Bianchi che aveva firmato alcune Dichiarazioni di inizio attività. Alla Orlandini si contesta l'abuso d'ufficio. Al Bianchi il falso ideologico. A tutti gli altri la lottizzazione abusiva in concorso. L'esposto. Tutto parte nel novembre dello scorso anno da un esposto dei Verdi di Pisa e Livorno che chiedevano di far luce su questi interventi edilizi, scrive il gip, «inseriti in un piano di sviluppo agricolo con attività agrituristiche, connesse ad attività agricola prevalente, relativo all'azienda agricola gestita dalla società "A casa del re" con riferimento, tra l'altro, alla messa in opera di unità immobiliari costituite da case prefabbricate e alla completa demolizione della fattoria, costituita da un edificio risalente a qualche secolo prima articolato in diversi corpi di fabbrica, con ricostruzione in loco di una struttura in cemento armato». Primo sopralluogo. Da un primo sopralluogo della forestale emerge che su quei terreni erano stati effettuati «importanti lavori di sbancamento e movimentazione di terreno»; e che erano state già installate 17 casette «in zona sottoposta a vincolo idrogeologico, in assenza di autorizzazione». Inoltre «la nuova costruzione in cemento armato faceva parte di un iter iniziato il 14 marzo 2006 con la presentazione di una Dia dall'amministratore della "Casa del re" per il restauro e risanamento conservativo del fabbricato rurale e annessi. Il 10 maggio 2007 il tecnico incaricato dalla società, il geometra Fabrizio Bianchi, comunica al sindaco di Riparbella la sospensione provvisoria dei lavori dovuta al crollo di porzioni di mura portanti del fabbricato e il 19 ottobre 2007 viene depositato preventivamente al Genio civile il progetto di una nuova Dia, presentata nel Comune di Riparbella il 29 novembre successivo avente ad oggetto la "demolizione e ristrutturazione di fabbricato a uso promiscuo". «Per entrambe le Dia - scrive il gip - il Comune di Riparbella non aveva rilasciato autorizzazione relativa al vincolo idrogeologico». Avanti coi lavori. Ma i lavori vanno avanti lo stesso. Nonostante quella dichiarazione di sospensione e nonostante una seconda sospensione ordinata dal Comune il 5 dicembre 2007. Lo conferma una consulenza del 10 aprile di quest'anno. La Dia del 29 novembre 2007 è ritenuta «non aderente al regime urbanistico vigente». Ovvero alla variante al Prg di adeguamento alle leggi regionali per le aree a prevalente funzione agricola con le salvaguardie del piano strutturale entrate in vigore l'anno prima. «Tra le salvaguardie - osserva il gip - è previsto che per gli edifici quale quello in esame, esistenti al 1821, sono ammessi solo interventi fino al restauro o al risanamento conservativo, con esclusione degli interventi di ristrutturazione edilizia. Ne consegue l'inammissibilità urbanistica dell'intervento realizzato in violazione della normativa richiamata, oltre alla falsità dell'asseverazione con contenuto diverso del geometra Bianchi». Il permesso. Dunque fa bene il 5 dicembre 2007 il responsabile dell'area tecnica, geometra Orlandini, a ordinare alla "Casa del re" la sospensione dei lavori. Ma quando la società chiese il permesso di costruire in sanatoria per l'accertamento di conformità», quel permesso fu «rilasciato da Orlandini il 14 febbraio 2008 in violazione della salvaguardia posta dall'articolo 30 del piano strutturale». Le casette. Quanto alle casette, ci sono due Dia (22 febbraio e 18 aprile 2007) per la realizzazione di 32 piazzole. Il Prg ne consentiva al massimo 30, numero sceso a 24 secondo il parere vincolante della Provincia. Ma oltre al numero, si sottolinea che da un altro accertamento eseguito nel giugno scorso erano emersi «consistenti allacciamenti idrici ed elettrici dei prefabbricati, a conferma della stanzialità delle case mobili e della loro destinazione abitativa». Così come era emerso «che erano stati tamponati alcuni lati esterni della tettoia abusiva con creazione di locali con relativi infissi destinati a ristorante». Ergo: una vera e propria trasformazione urbanistica dell'area in assenza di un piano di lottizzazione e dei relativi permessi a costruire. Le dichiarazioni. E infine le dichiarazioni di Donatella Salcioli (capogruppo provinciale pisano dei Verdi per la pace) e Alberto Gualtierotti, dipendente di una società legata a quella indagata: dichiarazioni che secondo il giudice fanno luce «sugli obiettivi realmente perseguiti dalla "Casa del re" con l'articolata operazione urbanistico-edilizia oggetto di esame che concernono la costituzione di un centro di benessere, in contrasto ancora una volta con il regime urbanistico della zona, e la parcellizzazione della proprietà con la vendita a privati delle case mobili, a conferma dell'ipotesi di lottizzazione abusiva».
Il Tirreno
31 Ottobre 2008
TOSCANA - RIPARBELLA. lottizzazione abusiva
AL
Alessandro De Gregorio
Il Tirreno
Il giudice delle indagini preliminari Sandra Lombardi ha ordinato il sequestro preventivo del villaggio new age in costruzione nei boschi di Riparbella. L'operazione è stata gestita dalla società "A casa del re" con il coinvolgimento di pubblici ufficiali. Tra gli indagati, il patron dell'operazione Natural valley, Stefano Stefanini, 52 anni, sassarese, residente a Massarosa. La società è proprietaria del terreno e committente dei lavori. Stefanini è indagato in concorso con altri amministratori della stessa società.
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