Un rigonfiamento ha provocato la caduta di calcinacci. Si pensa che la causa sia stata un movimento del terreno. Una lesione sul muro perimetrale: la zona è stata transennata. Una crepa lunga 4 metri nelle mura dell'acquedotto neroniano, alle spalle della Scala Santa: meglio intervenire, hanno pensato ieri i vigili del fuoco che, per sicurezza, poco dopo le 15, hanno transennato l'area di fronte alla basilica di San Giovanni in Laterano. Colpa di un'evidente lesione nel muro perimetrale dei giardini dell'edificio, uno dei luoghi di culto tra i più noti a Roma (secondo la tradizione la scala sarebbe quella del Praetorium di Pilato, percorsa da Cristo durante la Passione e trasportata a Roma per volontà di S.Ele-na). Secondo le prime verifiche effettuate da una commissione tecnica dei vigili del fuoco, nei pressi dell'arco di via Domenico Fontana (alle spalle della Scala Santa), fatto di mattoncini romani di piccola dimensione e alto una ventina di metri, si è verificato un rigonfiamento, detto tecnicamente "spanciamento", che ha provocato la caduta di alcuni calcinacci. Tutta l'area interessata non supera i dieci metri di larghezza e i sette di altezza. Per precauzione, coadiuvati dai vigili urbani (intervenuti nella piazza per via di alcuni lavori Italgas), i pompieri hanno transennato la zona più vicina al muro. «Si tratta dell'arco vicino alla Scala Santa e si presume sia stato un movimento del terreno a provocare la lesione», spiegava ieri un vigile del fuoco dopo un primo sopralluogo. Nel fonogramma con cui danno avvisato i tecnici comunali, i pompieri parlano di "varie parti di mura antiche perimetrali della Scala Santa" e di "varie lesioni dal civico 12 al civico 18 di via Fontana". «Per questo, abbiamo chiesto ai tecnici comunali di verificare la sicurezza della struttura, che potrebbe esser stata danneggiata da avverse condizioni atmosferiche». Un altro sopralluogo, più approfondito, per verificare ulteriori cedimenti e crepe è in programma per oggi. «Ancora non posso dire nulla, domani mattina, per capire - diceva ieri il soprintendente comunale ai Beni culturali Eugenio La Rocca - faremo un salto a San Giovanni. Bisogna vedere se la zona lesionata fa parte di settori collegati all'acquedotto neroniano, di competenza dello Stato, o se invece rientra nel territorio vaticano legato alla Scala Santa. Credo, comunque, che l'area, se esterna al settore del giardino della Scala Santa, sia del Comune: già nei mesi scorsi eravamo intervenuti in via Fontana». Intanto, durante il pomeriggio, ignari della lesione nel muro esterno della Scala Santa, i pellegrini hanno continuato a percorrere in ginocchio i 28 gradini di marmo dell'edificio voi uto da Sisto V per conservare la cappella privata dei Papi. La Scala Santa si percorre in ginocchio e immette nella cappella di San Lorcnzo, dov'è l'ingresso al Sancta Sanctorum, cosiddetto per le reliquie che custodisce, il cui aspetto attuale risale al rifacimento del 1278 a opera dei Cosmati: gli affreschi sulla volta e nelle lunette sono del XIII secolo. Sull1 altare, protetta da sportelli, l'immagine del Redentore, pesantemente ridipinta, sulla quale è sovrapposta l'immagine su seta che riproduce l'originale.