Lannuncio è arrivato a sorpresa, tanto a sorpresa che gli stessi partiti di maggioranza non hanno potuto far altro che prenderne atto. Milano ha un nuovo assessore alla Cultura. Leredità di Vittorio Sgarbi passa nelle mani di Massimiliano Finazzer Flory, saggista, giornalista, curatore di mostre e rassegne artistiche. È stata la stessa Letizia Moratti a informare i partiti nel vertice di maggioranza a Roma. Unaccelerazione, visto che il rimpasto non era allordine del giorno della riunione. Oggi, linvestitura ufficiale. Anche se non sono mancate «garbate» ma ferme prese di posizione. Come quella di 5 degli 8 saggi che hanno accompagnato la Moratti nel lungo periodo postsgarbiano. In una lettera al sindaco, Francesco Micheli, Davide Rampello, Andrèe Ruth Shammah, Massimo Vitta Zelman e Gianni Canova augurano buon lavoro allassessore, ma ritengono chiuso il rapporto di consulenza con il sindaco. Una presa di distanze sulla scelta della Moratti che mesi fa aveva parlato del successore di Sgarbi come di «una persona di cultura che abbia forti collegamenti internazionali». «E non riesco a vedere questi collegamenti internazionali - attacca Sergio Scalpelli, ex assessore Albertini - Quella della Moratti mi pare una scelta dettata fondamentalmente dallinsopprimibile voglia del sindaco di far arrabbiare il ministro dellEconomia e il senatore DellUtri». Il riferimento è ai rapporti non proprio idilliaci che intercorrerebbero tra lassessore in pectore e Giulio Tremonti. Si parla di un durissimo litigio ai tempi (1998) dellassociazione tremontiana Federalismo e Libertà di cui Finazzer era segretario generale. Duro al punto che Finazzer abbandonò la carica. Il secondo episodio è del 2000, quando Finazzer lavora alla Biblioteca di via Senato con Marcello DellUtri: «Mi ricordo - spiega il senatore - che non andava daccordo con i ragazzi del Circolo di via Marina, credo non ci fosse il giusto feeling con i ragazzi. Per il resto non mi faccia dire nulla, potrei essere caustico». Positivo il giudizio di FI, con il coordinatore regionale, Guido Podestà: «Una scelta opportuna. Flory ha dimostrato di essere una personalità attenta e impegnata da tempo nella promozione di eventi culturali significativi e di grande interesse collettivo». Soddisfatta anche la Lega: «Sono molto contento di questa scelta - attacca lassessore alla Cultura del Pirellone, Massimo Zanello - perché sicuramente saprà garantire un alto livello di collaborazione istituzionale nelle diverse attività cuiturali». Pollice verso per lopposizione: «Una scelta di basso profilo - attacca Pierfrancesco Majorino, Pd - anche se lo conosco poco quindi lo valuteremo con molta onestà sui fatti e saremo pronti a dare idee e contributi senza pregiudizi».