Dalla sovrintendenza arriva a sorpresa il nuovo vincolo sui laghi e, indirettamente, sulle sponde, e il piano urbanistico di Poggio Reale si ridimensiona. Senza bisogno che il consiglio comunale ratifichi l'accordo tra il Comune e il privato circa il diritto di prelazione che l'ente locale potrà esercitare su una parte di area per evitare la costruzione del quinto dei quattro capannoni previsti salvando, così, il bosco. Sui quei 4 mila metri il proprietario non potrà mai costruire. E così l'aula, dopo una maratona di 5 ore, ha approvato il piano già ridotto, grazie all'accoglimento delle osservazioni, rispetto alla versione adottata 17 mesi fa: a favore ha votato solo il centrosinistra, contro tutta l'opposizione, compresa la Mantovani del Pd: 21 a 14. Respinti sei emendamenti di Forza Italia 2 e tre del Prc. Assente il consigliere dei Verdi, da sempre contrario al piano, e due esponenti del Pd. E' stato il sindaco Fiorenza Brioni, ad annunciare, in aula, l'arrivo del nuovo vincolo, che sostituisce il precedente (emesso a garanzia della visuale del castello e di palazzo Ducale) bocciato in parte, lo scorso agosto, dal Tar relativamente alla vicenda Lagocastello. «E' solo un'anticipazione - ha premesso il primo cittadino - che mi ha fatto la sovrintendenza bresciana; l'atto ufficiale che dà l'avvio al procedimento per il nuovo vincolo arriverà domani, (oggi, ndr)»; ha ricordato l'annullamento parziale, da parte del Tar, del vecchio vincolo sulle sponde: «Noi abbiamo comunque continuato a lavorare per difenderlo; con la sovrintendenza abbiamo deciso di riconsiderare il bene tutelato, passando dalla visuale sul complesso castello-ducale agli interi laghi come sistema idraulico scaturito dalla mente del Pitentino. La nuova procedura prevede l'estensione del vincolo su una parte dell'area interessata dal piano di Poggio Reale, quella del bosco oggetto della nostra trattativa con il privato, che a questo punto diventa inedificabile». E subito si è scatenata la protesta in aula da parte delle opposizioni di centrodestra e di sinistra. Gaddi (Rifondazioen): «Oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr.) avevo chiesto la comunicazione della sovrintendenza ma mi era stata negata dal direttore generale, con la scusa che non era mai arrivata; solo dopo le mie continue insistenze ha ammesso che c'era, ma non me l'ha fatta vedere. Questa è trasparenza...». Rose e Sortino di Forza Italia 1, Longfils (Fi2) e Benedini della Lega nord: «Il sindaco non può nasconderci i documenti, deve darci il fax della sovrintendenza, altrimenti non esistono le condizioni per discutere e approvare il piano, la cui convenzione, a causa del vincolo, è ormai superata dagli eventi». Molto critici anche An e il gruppo misto («Dicendo no al piano si fa un favore al territorio e ai costruttori» ha detto Marchetti, mentre Irpo ha definito «sciupasuolo» la politica dell'amministarzione). Lo stesso Gaddi ha presentato una mozione d'ordine per chiedere alla giunta di ritirare la pratica, bocciata con i voti della maggioranza. Quella di ieri sera è stata la seduta dei colpi di scena. Dopo l'annuncio del nuovo vincolo paesaggistico, è saltata fuori una lettera della commissione Unesco presso il ministero degli esteri in risposta a Ciliegi di Forum che aveva scritto per sollecitarla a bloccare il piano urbanistico. E' stato Gaddi a renderla nota: «La responsabile della sezione I patrimonio e cultura della commissione sostiene che l'iscrizione nella lista Unesco comporta che ogni piano urbanistico per essere approvato deve avere il preventivo ok della direzione generale dei beni culturali e della sovrintendenza». «E questo piano - ha fatto eco Longfils - non l'ha. La delibera, se verrà approvata, è illegittima e chiederò al prefetto di cancellarla». La maggioranza in aula ha replicato che la pratica Poggio Reale gode di tutti i crismi della legittimità.
MANTOVA - Arriva il vincolo, Poggio Reale si ridimensiona
Il consiglio comunale di Poggio Reale ha approvato il piano urbanistico, ridotto a causa del nuovo vincolo sui laghi e sulle sponde. Il vincolo, emesso dalla sovrintendenza, sostituisce il precedente vincolo sulle sponde, che era stato bocciato dal Tar. Il piano urbanistico prevede la costruzione di 4 capannoni, ma il vincolo impedisce la costruzione su una parte dell'area interessata, quella del bosco. La protesta in aula è stata scatenata dalle opposizioni di centrodestra e di sinistra, che hanno chiesto la comunicazione della sovrintendenza e la ritirata della pratica.
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