Graffiti sui muri dei palazzi e sulle saracinesche dei negozi. Graffiti sui convogli della metropolitana. Graffiti sulle panchine e sulle fontane dei parchi. Graffiti ovunque. Pochi euro per comprare unabomboletta spray, 20 milioni per cancellarne le tracce. Una spesa esagerata che grava sulle casse comunali. Fabrizio De Pasquale, presidente della commissione consiliare Arredo urbano e presidente dellassociazione nazionale antigraffiti che ieri ha portato le sue proposte al presidente del Consiglio e ai ministri Brunetta e Bondi, spiega: «Ogni anno la città spende per atti vandalici 20 milioni di euro. Di questi, 10 sono quelli che investe Atm per ripulire pensiline, metrò, autobus, tram e mezzanini, due i milioni utilizzati dal Settore Parchi e giardini, il resto è quanto sborsa lAmsa per togliere scritte ingiuriose e disegni dai muri della città». Muri che sono a rischio soprattutto durante le manifestazio ni, «responsabili», aggiunge De Pasquale, «del 30 dei graffiti. E in questi giorni ne abbiamo avuto pure la dimostrazione». E ancora: sono 18mila le bombolette sprayvendute ogni mese a Milano e provincia. Di queste, otto su dieci vengono "scaricate" dai writers sulla facciata di un edificio o sulla fiancata di un mezzo pubblico. Soluzioni? «Già un anno fa abbiamo istituito la task force antidegrado», spiega De Pasquale, «un gruppo di vigili indaga sui graffitari, studiando i loro movimenti. Legge i blog e cerca di tenerli sotto osservazione tramite internet. In questo modo riesce anche a individuarli». Il problema, continua, «è che il gruppo va potenziato e dotato dimezzi più adeguati, ad esempio di telecamere». Eppoi, forse, bisogna inasprire le pene. Attualmente, infatti, per gli imbrattatori, la sanzione prevista - che scatta soltanto in caso di querela - si limita a 103 euro. Solo se il reato è commesso a danno di edifici dinteresse storico o artistico, allora scattano la reclusione fino a un anno e una multa di 1.032 euro e si procede dufficio. Ma il governo, forse già domani, potrebbe prendere provvedimenti più severi. Bene sarebbe incrementare le multe, commenta De Pasquale, ma il carcere no: «Servono sanzioni che diano veramente fastidio ai responsabili di queste azioni, come la sospensione della patente, il blocco del motorino, multe a carico dei genitori nel caso di writers minorenni, la pubblicazione dei nomi dei graffitari sui quotidiani». Eppoi ci vogliono incentivi: «Bisogna agevolare i cittadini nella ripulitura dei muri dei palazzi, magari introducendo riduzioni fiscali come quelle previste perle ristrutturazioni delle abitazioni».