Una surreale rissa in tv per lattribuzione del Naràso del Cavaraggio, nello studio diPorta a Porta: è quella che abbiamo visto andare in onda martedì sera, anche se era già stata registrata da qualche giorno. Vittorio Sgarbi, in teleconferenza dal Duomo di Parma, ha contestato la paternità del Merisi, rivisitando le parole di Roberto Longhi e ha espunto, insieme a tutto un filone di critica, la tela dal catalogo caravaggesco. «M dispiace guastare la festa, ma quel quadro è dello Spadarino, un seguace del grande pittore. Non per questo è meno bello...». Il soprintendente Claudio Strinali, dallo studio di Vespa, seduto accanto a Alessio Boni, sex symbol delle ragazzine, difende quel giovane che si specchia nellacqua e lo riconsegna al pennello del Caravaggio. Vespa confessa ai telespettatori di avere nella sua biblioteca un «volume» di Longhi (fa pure il gesto con la mano per far vedere che è un bel tomo grosso e dunque si schiera per Caravaggio). Il ministro Bondi assiste sornione al dibattito. É stato lui lartefice del riuscito teatrino, è stato lui a far avventurare il Narciso nei corridoi e poi sotto i riflettori della Rai. Il dipinto è stato trasportato da una ditta specializzata scelta dalla soprintendenza competente, messo in sicurezza dalla compagnia dei carabinieri. Il Narciso in studio, ad acclimatarsi, sarebbe rimasto poi per sole due ore e in fondo, la sua presenza si inserisce sulla scia che ha visto anche lex ministro Rutelli portare in tv reperti archeologici. Ma il punto è un altro: perché quel dipinto custodito a Palazzo Barberini non sta al suo posto? La risposta è semplice. É stato scelto come metro diparagone per discutere sul «narcisismo» dei politici, di Alba Parietti e di Alessio Boni (era questo il succulento tema della trasmissione). Di fronte a questione così spinosa, sbarca sotto scorta il povero Caravaggio, o fossanche lo Spadarino o ancora lOrazio Gentileschi cui alcuni studiosi attribuiscono lopera. Visto che la cultura in Italia, nel prossimo triennio, subirà dei tagli sanguinosi, allora mettiamola subito alla berlina in un talk show. Si consiglia in una prossima puntata di utilizzare la Fornarina di Raffaello per discutere animatamente sulle case chiuse (prostituzione protetta dentro appartamenti o in strada: la Fornarina dà unindicazione di amore libero e di generosa offerta) e la «Maya desnuda» di Goya - se il museo del Prado sarà così gentile da concederla - per affrontare lannoso problema delle veline e dello sviluppo della loro carriera Un assaggio su cosa significa luso politico dellarte. E una opportunità del tutto nuova che si spalanca al governo: laffitto delle opere non soltanto a musei e fondazioni straniere, ma alle emittenti del mondo. Il pianeta è grande e cè da stringere affari doro. Basta aprire lo sguardo e dirigerlo verso gli sceicchi, loro oltretutto li amano smisuratamente i talk show.