Era l11 settembre del 2006 quando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante un pranzo offerto in suo onore dal presidente del Senato francese, Christian Poncelet, diceva così del Musée du Luxembourg: «La mostra di Tiziano inaugurata oggi al Musée du Luxembourg è frutto tangibile della stretta collaborazione tra il Musée ed il Museo di Capodimonte di Napoli. Lesposizione si inserisce nella tradizione della sapiente attenzione del Musée per larte italiana e fa seguito alle mostre dedicate negli ultimi anni alle opere di Raffaello, Botticelli, Veronese, fino ad arrivare a Modigliani». Ma la «stretta collaborazione» tra i due Musei si è rotta. Cinque fra i più noti curatori del patrimonio culturale italiano, Antonio Paolucci, direttore generale dei Musei Vaticani, Francesco Buranelli, segretario per la Commissione pontificia per i beni della Chiesa, Giandomenico Romanelli, direttore dei musei di Venezia, Nicola Spinosa, soprintendente del Polo Museale di Napoli e Claudio Strinati, soprintendente del Polo Museale di Roma si sono dimessi dal Comitato scientifico del Musée du Luxembourg per «la situazione che si è creata, non volendo più avere alcun rapporto col signor Sylvestre Verger». Si tratta dellesito definitivo di una polemica sorta mesi fa a proposito, dellorganizzazione delle esposizioni nel museo, di proprietà del Senato francese. Con una lettera, pubblicata dal quotidiano Le Parisien e inviata al presidente del Senato, Gerard Larcher, i cinque italiani si dicono «costretti a ritirarci dallimpegno preso con la Presidenza del Senato nel 1999». «Laffaire italienne» al Luxembourg nasce dalla querelle tra Patrizia Nitti, direttrice dal 2000 dei progetti sul Rinascimento italiano del museo, e Sylvestre Verger, gestore amministrativo e con la sua società SVO art. La Nitti ha portato in tribunale Verger proprio per la mostra sul Tiziano del 2006 - che si era chiusa con una perdita rispetto al budget preventivato -, chiedendo un rimborso per i danni. I legami tra i due si sono definitivamente rotti quando, lo scorso maggio, il presidente del Senato ha deciso di annullare la tanto attesa mostra sul Tesoro dei Medici, annunciata come «levento dellautunno». Il risultato di questo disaccordo non era stato solo la sospensione della mostra sui capolavori della famìglia fiorentina, ma anche il congelamento dei progetti futuri e, di conseguenza, del contributo del Comitato scientifico italiano. «La nostra presenza era legata allincarico della Nitti ha dichiarato ieri al Corriere Antonio Paolucci -. Il suo allontanamento genera anche la nostra separazione dal Musée non avrebbe senso rimanere». Mentre si consuma così il divorzio culturale tra Francia ed Italia, Verger resta al suo posto e continua ad organizzare mostre. Lultima, inaugurata pochi giorni fa, sulla collezione darte moderna della Fondazione portoghese Berardo, ha rimpiazzato proprio quella annullata sul tesoro dei Medici. Secondo Le Parisien lex presidente del Senato Poncelet non aveva neanche risposto a una lettera del ministro italiano per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, inviata il 4 giugno scorso, nella quale si esprimeva «stupore» per la situazione che si è creata.
Francia, divorzio al Luxembourg: i curatori italiani lasciano il museo
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che la mostra di Tiziano al Musée du Luxembourg è stata organizzata con la collaborazione del Museo di Capodimonte di Napoli. Tuttavia, cinque curatori italiani, tra cui Antonio Paolucci e Francesco Buranelli, si sono dimessi dal Comitato scientifico del Musée du Luxembourg a causa della situazione con Sylvestre Verger, gestore amministrativo del museo. La polemica è nata da una disputa tra Patrizia Nitti, direttrice dei progetti sul Rinascimento italiano del museo, e Verger, che si è rifiutato di collaborare con i curatori italiani. La mostra di Tiziano è stata annullata e i progetti futuri sono stati congelati.
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