Sequestrato il villaggio new age a Riparbella: per gli inquirenti i lavori sono abusivi Salta il progetto di un centro per la medicina alternativa Quello che il cavalier Stefano Stefanini ha sempre definito un sogno per ora dovrà restare tale. Niente villaggio new age nei boschi tra Chianni e Riparbella: le 100 case pubblicizzate qualche anno fa su internet (poi di colpo sparite dal sito dopo le prime polemiche degli ambientalisti) insieme a palestra, centro benessere, polo diagnostico con tanto di tac e risonanza, non si faranno. Ma probabilmente il leader della Homo Sapiens, onlus viareggina che si occupa di medicina complementare, dovrà ridimensionare anche i suoi progetti per l'agricampeggio. Dopo lunghi mesi di indagini, infatti, la Forestale di Pisa e di Livorno insieme alla polizia municipale livornese ha sequestrato 17 casette prefabbricate e due cascinali ristrutturati. Lavori abusivi, dicono gli inquirenti. Il provvedimento di sequestro, disposto nei giorni scorsi dal giudice, era stato chiesto dal sostituto procuratore Carmen Santoro che stava indagando su alcuni aspetti urbanistici del progetto e sulla sua compatibilità con le norme edilizie. Al centro dell'inchiesta - mossa anche da alcuni esposti presentati dai Verdi - sono finite otto persone tra amministratori di una delle società costruttrici, tecnici privati e dipendenti della pubblica amministrazione. I reati ipotizzati vanno da abuso in atti d'ufficio a falso in atto pubblico e edificazione di opere in assenza di autorizzazione. La lottizzazione sequestrata - circa 1000 metri quadrati - si trova in località Pantano, nei boschi di Riparbella. Ed è qui che alcuni anni fa due società riconducibili alla Homo Sapiens (la onlus di Stefanini che conterebbe 1500 soci nel mondo con tanto di patrocinio Ue ed Unesco), la "Arca di Noè" e la "A Casa del Re", acquistarono terreni di proprietà di una cooperativa con mutuo rilasciato dal Monte dei Paschi: 200 ettari e 3mila mq di edifici da ristrutturare. L'obiettivo iniziale era di realizzare, tra questi boschi, un villaggio new age, una sorta di Natural Valley dove promuovere medicina complementare e cura del corpo e della mente. Un sogno pubblicizzato via web che però si è sempre scontrato con gli strumenti urbanistici locali, che non prevedono forme di urbanizzazione in quest'area. Nel 2006, tuttavia, la Provincia di Pisa autorizza Stefanini co. per un piano di risanamento agrituristico che prevede la realizzazione di 32 piazzole per tende e mezzi di soggiorno autonomo. Per le società della Homo Sapiens è una sorta di via libera. Ma, in pochi mesi, al posto delle agripiazzole dove uno si aspetta le tende (stile campeggio) ecco spuntare le prime casette. Si tratta di prefabbricati, case mobili, perfettamente abitabili: ne vengono piazzati 17, mentre vanno avanti i lavori di ristrutturazione della ex casa di caccia (restaurata per 7 appartamenti, secondo gli ambientalisti) ed un'antica fattoria. Anche il Comune di Riparbella, dal cui ufficio tecnico il magistrato ha sequestrato carte relativi ai progetti, si accorge che qualcosa non quadra. A settembre il sindaco Ghero Fontanelli emana un'ordinanza in cui invita la proprietà a rimuovere le casette. Chi ce l'ha messe si oppone e fa notare come - trattandosi di strutture con ruote - risponderebbero perfettamente ai canoni di abitazioni provvisorie come quelle di un campeggio. Il Comune, ma soprattutto la magistratura, sono però di diverso avviso. E così nei giorni scorsi agenti della Forestale e vigili urbani di Pisa e di Livorno salgono sulla collina del Pantano e, su mandato del Tribunale di Livorno, mettono i sigilli all' area. Stefanini e soci, per ora, non parlano. Il sogno di mattoni, per ora, resta al palo.
TOSCANA - RIPARBELLA. I prefabbricati al posto delle tende
Il villaggio new age di Riparbella, progettato dalla Homo Sapiens, è stato sequestrato dalla Forestale di Pisa e di Livorno insieme alla polizia municipale livornese. I lavori sono stati dichiarati abusivi e sono stati fermati. Il progetto, che prevedeva la realizzazione di 100 case, un centro benessere e un polo diagnostico, non era compatibile con le norme edilizie. L'inchiesta è stata avviata dopo esposti dei Verdi e di altri ambientalisti. Otto persone sono state identificate come imputate, tra cui amministratori di società costruttrici, tecnici privati e dipendenti della pubblica amministrazione.
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