L'elenco dei beni alienabili stilato dal Comune per sanare il deficit dell'amministrazione. Marini: "Le risorse serviranno anche per avviare gli investimenti" Lo prevede anche un decreto legge di recente varato dal governo Insieme agli equilibri di bilancio che permetteranno al Comune di ripartire dopo lo "tsunami" partecipate, l'altra sera il Consiglio comunale ha approvato anche il piano di dismissione immobili. Alcuni beni di proprietà del Comune, quindi, in ottemperanza ai paletti posti dalla Corte dei Conti, verranno venduti trasformandosi in capitale, da usare soprattutto per ripianare le perdite. "Ma non solo per questo - afferma il sindaco di Viterbo, Giulio Marini - dato che i proventi verranno utilizzati anche per gli investimenti sulla città. Il 'dimagrimento' del patrimonio, infatti, serve soprattutto a rilanciare la possibilità di mettere in piedi progetti a favore dei cittadini, ed è previsto in un decreto legge varato dal governo". La delibera che contiene la "prima tranche" di immobili da alienare è stata quindi approvata dal Consiglio lunedì scorso. Un'altra lista contenente elementi del patrimonio comunale da "dimagrire" esiste, ma dovrà essere ancora esaminata. "Sono necessarie ulteriori valutazioni - afferma ancora il sindaco - prima di varare un'ulteriore delibera che contenga altro patrimonio da snellire". Ma quali sono, nel dettaglio, i beni immobili di proprietà del Comune di Viterbo che verranno venduti? Ecco l'elenco: la ex scuola rurale in località Pratoleva (valore di massima 65 mila euro, valore inventariale 30987,41 euro, valore residuo 20987,41 euro); l'immobile ubicato in via Monte Nero 3 (valore di massima 230 mila euro, valore inventariale 131177,19 euro, valore residuo 86380,65); immobile ubicato in strada Cassia Sud, ex scuola rurale in località Farine (valore di massima 130 mila euro, valore inventariale 107345,77 euro, valore residuo 70381,02 euro); ex mattatoio di San Martino in strada Filante (valore di massima 200 mila euro, valore inventariale 36151,98 euro, valore residuo 24221,82 euro); immobile di via Vicenza, 54 (valore di massima 195 mila euro, valore inventariale 95544,53, valore residuo 60657,84); immobile di via delle Fortezze adiacente alle mura civiche (valore di massima 65 mila euro, valore inventariale 261999,94, valore residuo 123740,92 euro); immobile di viale Raniero Capocci, 34 (valore di massima 230 mila euro, valore inventariale 45552,10 euro, valore residuo 45551,10 euro); immobile di via Abate Lamberto a San Martino al Cimino (valore di massima 200 mila euro, valore inventariale 67 mila euro, valore residuo 18463 euro); ex scuola rurale in località Montanciano sulla Teverina (valore di massima 80 mila euro, valore inventariale 55316,55 euro, valore residuo 39485,61 euro); ex mattatoio di Bagnaia ubicato in strada Pierina (valore di massima 70 mila euro, valore inventariale 29852,06, valore residuo 22598,58 euro); sei immobili, di cui due cantine, ubicati in via Malatesta 128136114 a Bagnaia (valore di massima 260 mila euro, valore inventariale 78449,50 euro, valore residuo 51580,71 euro); area sita in località Poggino, ampia circa 5000 metri quadrati, compreso il fabbricato a suo tempo destinato all'inceneritore (valore di massima 350 mila euro, valore inventariale 392507,24, valore residuo 262979,83 euro). In totale tale alienazione avrebbe dovuto fruttare circa 2 milioni di euro al Comune, ma la Corte dei Conti ha imposto di utilizzare esclusivamente le plusvalenze: per questo, per reperire la cifra mancante, l'amministrazione ha cercato risorse in capitoli di bilancio non ancora impegnati. La nuova lista di beni da "dimagrire" pare comprenda anche il Cinema Teatro Genio e un immobile di piazza delle Erbe che ospita una gelateria
VITERBO - Ecco il patrimonio da dismettere.Il Comune "dimagrisce" il suo patrimonio
Il Comune di Viterbo ha approvato un piano di dismissione immobiliare per sanare il deficit dell'amministrazione. L'elenco dei beni da alienare è stato approvato dal Consiglio comunale e include immobili come scuole, cantine, un cinema e un immobile di piazza delle Erbe. I beni hanno un valore di massima di circa 2 milioni di euro, ma la Corte dei Conti ha imposto di utilizzare solo le plusvalenze. L'amministrazione ha cercato risorse in capitoli di bilancio non ancora impegnati per reperire la cifra mancante. I proventi dalle vendite saranno utilizzati per ripianare le perdite e per gli investimenti sulla città.
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