Le idee In pompa magna lassessore ai Beni culturali, Antonello Antinoro, ha annunciato ieri a Roma che in Sicilia nascerà lindustria del cinema grazie al sostegno della Regione. Ma ha senso investire fondi strutturali, attribuiti per lo sviluppo, in questo settore? In Italia in genere a produrre film e fiction sono capitali privati (o la stessa Rai) che in minima parte, con particolare riferimento alla qualità artistica, si avvalgono di aiuti di Stato. Nel caso nostro i fondi strutturali dovrebbero servire alla costituzione di un vero e proprio distretto industriale telecinematografico (una sorta di Hollywood siciliana o, se preferite, dellindiana Bollywood) in grado di creare occupazione, sostenere un indotto, specializzare risorse umane. Sulla scia di location a basso costo attuate in Sicilia con lintervento di mediatori-faccendieri, agenzie del turismo, enti locali. Guardiamo per esempio al caso di "Agrodolce", fiction ambientata a Palermo e dintorni, con attori siciliani e con audience forse inferiore alle aspettative. La sua realizzazione ha assorbito fondi strutturali europei destinati alla Regione per la crescita delleconomia. Non abbiamo dati per valutare se sia nata o meno lindustria sperata. Mentre la visione della fiction ci permette di giudicare come limmagine della Sicilia, della sua cultura, dei suoi valori vengano veicolate. Quanto alla Sicilia, se ne vede un angolino, bello ma ristretto e volutamente presentato privo di attrezzature recettive e con un ospedale da segnalare subito alla Procura della Repubblica. Che si tratti di Sicilia lo si comprende dalle voci che rivelano varianti del dialetto siciliano con alcuni svarioni (il figlio di un palermitano che parla catanese) certo scusabili per chi ha poca confidenza con le vocalità dellisola. SEGUE A PAGINA XV