Forse sarebbe opportuno iscrivere tra i diritti fondamentali, quelli che vengono definiti «inal Forse sarebbe opportuno iscrivere tra i diritti fondamentali, quelli che vengono definiti «inalienabili», anche il diritto alla nostalgia. La quale è un sentimento complesso, che si nutre soprattutto di ricordi, quindi impalpabili e spesso evanescenti, ma anche di cose reali che sostanziano e richiamano la memoria, come possono essere vecchie fotografie che ritraggono persone da tempo scomparse e ambienti ormai irremissibilmente trasformati, ma anche oggetti e luoghi. E se la nostalgia appartiene essenzialmente alla singola persona e alla sua ristretta cerchia familiare e amicale, c'è anche un nostalgia che si potrebbe definire «comunitaria», perché fa parte integrante e indimenticata dell'immaginario collettivo che sostanzia e definisce l'identità di ogni agglomerato umano. Perciò non c'è da stupirsi se domenica scorsa oltre seicento persone si sono recate a visitare i palazzi degli Scaligeri, nella parte ancora adibita ad uffici amministrativi, aperti eccezionalmente per i soci del Touring Club Italiano, mentre altre novecento firme si sono aggiunte alle oltre quattromila raccolte per dire no alla vendita di PALAZZO FORTI attuale sede della Galleria d'arte moderna e contemporanea. Sono due episodi esemplari e dello stesso segno, anche se il primo vede il Comune di Verona tra i promotori e il secondo lo vede sul versante contrario, come promotore dell'alienazione. Entrambi gli eventi si muovono nella linea della nostalgia, cioè dell'apprezzamento per la conservazione di monumenti che fanno parte della storia comune ma anche della memoria personale dei cittadini veronesi, e in questa dimensione si situa anche la contemporanea riedizione nel Cortile Mercato Vecchio, che dei palazzi scaligeri è centrale e coevo, del «merler» e del «bigliardino olandese» presentati dall'Associazione giochi antichi. Anche qui, nel segno di una nostalgia che ricupera e insieme rivendica vecchie usanze di carattere eminentemente popolare ma non per questo meno degne di attenzione. Ma probabilmente Verona ha troppe testimonianze per permettersi il lusso di conservarle integralmente, e quindi pare disposta a tollerare tranquillamente piccole o anche grosse lacerazioni nel suo tessuto memoriale urbano. È una sindrome pericolosa, la perdita della memoria, che può colpire non solo gli individui ma anche le società. Ancora più grave nel momento in cui Verona ricupera agli usi civici e quindi ad una memoria condivisa insigni luoghi di grande rilievo storico e artistico come l'Arsenale, Castel San Pietro e il complesso della Passalacqua, si può dire fin dalla loro costruzione resi estranei alla città.
VERONA - ALIENAZIONI: beni inalienabili?
In Verona, oltre 1.600 persone si sono recate a visitare i palazzi degli Scaligeri, mentre altre 900 hanno firmato una petizione per dire no alla vendita di Palazzo Forti. Entrambi gli eventi si muovono nella linea della nostalgia, cioè dell'apprezzamento per la conservazione di monumenti che fanno parte della storia comune e della memoria personale dei cittadini veronesi. La nostalgia è un sentimento complesso che si nutre di ricordi e cose reali che sostanziano e richiamano la memoria. In Verona, la nostalgia è una forza che ricupera e rivendica usanze popolari, ma anche una sindrome pericolosa che può colpire le società.
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