TESORI ALL'ASTA. Ultimo giorno oggi per dare sostegno alla battaglia contro la cessione Da venerdì il caso ha assunto veste giuridica ufficiale. E' stato presentato infatti davanti al tribunale di Verona il ricorso con provvedimento d'urgenza per la sospensione dell'atto di vendita di PALAZZO FORTI. E' questa dunque l'ultima tessera della vicenda relativa alla decisione da parte dell'amministrazione comunale di vendere il PALAZZO lasciato da Achille FORTI alla città, contro la quale si è costituito il comitato «Per l'amata Verona», che ha raccolto già oltre 5.500 firme per dire no alla trasformazione della Galleria d'Arte moderna della città in uno shopping center e in abitazioni private. Anche per tutta la giornata di oggi il comitato sarà presente in via Cappello, davanti alla Coin, per raccogliere le firme. Il caso del resto è uscito presto dal confine cittadino per assumere un carattere nazionale (a dire il vero firme di sostegno al comitato sono arrivate anche dall'estero: vedi una decina di giornalisti di Belgrado, che via mail hanno mandato il loro contributo): ieri mattina anche Rai Educational ha fatto riferimento alla questione della vendita, dopo che la scorsa settimana il quotidiano torinese «La Stampa»aveva dedicato un'intera pagina al problema, con una intervista al sindaco Tosi. E tra le firme raccolte dal comitato non ci sono solo migliaia di veronesi, ma anche alcuni nomi noti del mondo culturale italiano come quelli di Ettore Mo, Vincenzo Cerami, Lionello Puppi, l'ex procuratore di Mani Pulite Borrelli, ancora a conferma delle proporzioni assunte dalla vicenda. «L'ipotesi di cui si parla oggi», afferma l'architetto Giorgio FORTI, vicepresidente del comitato, «è l'acquisizione da parte della Fondazione Cariverona. In realtà la Fondazione non si è ancora mai pronunciata in questo senso: ne ha parlato però il Comune, quindi pare probabile che la cosa sussista. Ora, vista la sensibilità della Fondazione, ci pare che questa soluzione potrebbe essere un buon punto di partenza per fare restare il museo a PALAZZO FORTI; nello stesso tempo la Fondazione potrebbe portare qui le sue opere». «Insomma, si tratterebbe di dare vita ad una join venture tra pubblico e privato, evitando la vendita e la conseguente trasformazione della Galleria in centro di negozi, e avviando una riqualificazione del museo; il PALAZZO in questo modo resterebbe alla città». «Del resto questo è quanto succede nella maggior parte delle città europee, dove il privato interviene a sostegno del pubblico con forme miste di reciproco vantaggio».
VERONA - ALIENAZIONI: Raccolte 5.500 firme per PALAZZO FORTI
Il comitato "Per l'amata Verona" ha presentato un ricorso per la sospensione dell'atto di vendita del Palazzo Forti, che è destinato a essere trasformato in un shopping center e in abitazioni private. Il comitato ha raccolto oltre 5.500 firme di sostegno alla sua causa, tra cui alcuni nomi noti del mondo culturale italiano. La Fondazione Cariverona è stata menzionata come potenziale acquirente del Palazzo, e si ipotizza che una join venture tra pubblico e privato possa essere una soluzione per evitare la vendita e la trasformazione della Galleria d'Arte moderna. Il comitato sarà presente in via Cappello per raccogliere le firme di sostegno per tutta la giornata.
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