Roma sempre più polo d'attrazione regionale del turismo culturale. La locomotiva del fascino monumentale e archeologico della città ha ripreso a tirare e il 2003 si è chiuso con un trend estremamente positivo rispetto all'anno precedente. Il numero di visitatori è aumentato un po' ovunque nella cerchia urbana mentre, al contrario, molti siti della provincia perdono turisti. E' cresciuta di quasi il 7 per cento rispetto all'anno precedente la quantità di persone che nel 2003 ha messo piede in uno dei luoghi della storia e dell'arte di Roma. L'indicazione arriva dalla attenta lettura dei dati forniti dall'Ufficio statistiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Qui ogni anno vengono elaborati i numeri riguardanti la quantità di visitatori paganti e non, con gli incassi totali registrati da ogni singolo istituto. Ne deriva una classifica attraverso la quale si svela l'indice di gradi mento dei turisti rispetto alla proposta culturale elaborata durante l'anno per ogni singolo sito. I dati, seppure incompleti per la mancanza dei mesi di dicembre riguardo alle biglietterie della Tomba di Cecilia Metella e del Circuito Archeologico di Roma, rivelano che all'interno delle mura i ticket staccati nei musei pubblici hanno superato 5 milioni e 100 mila unità. Comprendendo i dati mancanti, l'ascesa si traduce in un più 7 per cento rispetto all'anno prima. Un vero successo per le amministrazioni locali e per quelle ministeriali che hanno cercato con grande impegno di recuperare le perdite del 2002 conseguenti alla crisi di viaggi per paura degli attacchi terroristici. Non altrettanto bene è andata per il resto dei siti archeologici e museali, dislocati nella provincia e nella regione. Infatti, lì non solo il numero di visitatori non è aumentato come per Roma ma è persino diminuito. Tra le località extraurbane incluse nella top 30 la riduzione è stata complessivamente del 2 per cento. A scorrere la "top 30" regionale, ovvero la classifica dei trenta gioielli più gettonati, si scopre così che anche nel 2003 va al sistema Colosseo-Palatino la palma di posto più affollato. Lo scorso anno le presenze sono state più di 3 milioni e 106 mila. Tradotto in termini percentuali significa un più 8,7 per cento. Un record che ha fruttato alle casse dello Stato ben 18 milioni e 320 mila euro per i biglietti pagati. Un primato consolidatosi e ripetutosi negli anni, con l'anfiteatro romano sempre più in alto rispetto ai numeri raccolti da Pompei e dalle varie gallerie di Firenze. Stando alle percentuali, ancora meglio ha fatto il Museo di Castel Sant'Angelo: con 645.686 visitatori ha conseguito un più 11,5 per cento. Aumento dell'11,8 per cento per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna anche se con numeri assoluti notevolmente inferiori. Benone pure per le Terme di Caracalla: 204.505 presenze pari a un più 6,1 per cento. Incrernento del 3 per cento anche per la Galleria Borghese. Non tutto è andato per il verso giusto in ogni parte della città. Il 2003 è stato negativo per diversi monumenti, nonostante l'accresciuto interesse generale per Roma. E' il caso, ad esempio della Domus Aurea (oltre 18 mila biglietti in meno), di Palazzo Massimo alle Terme (meno 7 mila), del Museo Etrusco di Valla Giulia (sotto -di più di 5 mila) e delle Terme di Diocleziano (riduzione di quasi 2 mila). Nella provincia, soddisfazioni arrivano dall'area di Tivoli dove è cresciuto l'apprezzamento di tour operator e visitatori sia nei confronti di Villa d'Este - terza nella "top 30" regionale con 533.730 presenze e un più 6,43 percento rispetto al 2002 - che di Villa Adriana, che ha conteggiato 322.035 visitatori pari a un più 2,56 per cento. Molto bene anche per il Museo delle Navi con l'area archeologica del Tempio di Diana di Nemi dove l'incremento impressiona più nei termini percentuali (più 23,2 percento) che in quelli di valori assoluti: appena 3.022 biglietti staccati più dell'anno precedente. Chi si aspettava performance al fulmicotone da Ostia Antica e da Palestrina, siti archeologici molto promozionali dagli enti di prograrnmazione turistica, rimarrà fortemente deluso. Gli scavi del borgo portuale romano hanno perso quote di mercato: nel 2003 sono stati 8645 in meno dell'anno precedente. Ovvero un meno 3,2 per cento. Segno negativo, seppure di poco, anche nel bilancio per il museo archeologico Prenestino ed il Tempio della Fortuna Primigenia: 52 biglietti in meno sul 2002. Disastroso, infine, il conteggio per la necropoli della Banditaccia di Fregene. L'anno scorso ha perso più del 10 per cento del proprio patrimonio turistico lasciando per strada oltre ottomila visitatori.